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Manovra, 1 miliardo di euro dalla dismissione di caserme e fari
Secondo il Ministero della Difesa il 40% del patrimonio dello Stato è potenzialmente disponibile. In questa percentuale rientrano anche gli uffici della p.a.

Un patrimonio immobiliare di circa 500 miliardi, dal quale si potrebbe ricavare fino a 1 miliardo di euro in tre anni solo dismettendo fari e caserme.

Almeno questa è la stima fatta dal ministero della Difesa che sta mettendo a punto un emendamento alla manovra in discussione al Senato, per cercare di ammorbidire i tagli al dicastero, come ha annunciato il ministro Ignazio La Russa.

L’intero patrimonio dello Stato, compresi i beni degli enti locali, si aggira appunto intorno ai 500 miliardi di euro, di cui però sarebbe “potenzialmente disponibile“, secondo non recentissime stime del Tesoro, il 40%.

Dentro questa percentuale stanno circa un migliaio di caserme, di cui 400 già trasferite al Demanio, in molti casi aree edificabili, quindi con un elevato valore di mercato. Ma per reperire nuove risorse, tra gli immobili da dismettere non ci sono solo quelli di pertinenza della Difesa.

A disposizione infatti ci sarebbero anche, qualora il governo si orientasse davvero per vendita del patrimonio pubblico, gli uffici della pubblica amministrazione, considerato il progressivo restringimento degli apparati della P.A. e la possibilità di avere una sola ‘regia’, attraverso il cosiddetto “conduttore unico”, in capo al Demanio.

L’ipotesi ‘spezzatino’ per gli immobili della pubblica amministrazione era già circolata nei giorni scorsi tra le possibili modifiche da introdurre alla manovra, e si era parlato anche di Fintecna come possibile veicolo per fare queste operazioni, cui potrebbe essere trasferita una quota degli immobili in cambio di liquidità immediata. Dalle ultime vendite di beni immobiliari pubblici, che ormai risalgono al 2002-2005, erano arrivati circa 14-15 miliardi di euro.

“E’ evidente che ci troviamo ancora una volta di fronte al rischio di una grande svendita del patrimonio pubblico immobiliare ai fini esclusivi di cassa“. Oriella Savoldi, responsabile Dipartimento ambiente e territorio della Cgil nazionale, commenta così la possibilità che nella messa a punto della manovra economica venga inserita una dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato, a partire dalle caserme.

“Oltre a questo – aggiunge la sindacalista della Cgil – è stato già avviato un processo di privatizzazione degli immobili pubblici di pregio artistico, culturale e architettonico che non ha precedenti”. 

Fonte: Ansa 


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