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Costruzioni: investimenti in calo del 3,5% nel 2009
Lo studio di mercato realizzato da Cresme evidenzia la crescita del mercato asiatico e nord-africano  e la flessione di quello europeo e nord-americano

Il mercato mondiale delle costruzioni vale 4.531 miliardi di euro, corrispondente all’11,3% dell’ output mondiale. Il 2009 sì è chiuso, rispetto all’anno precedente, con un calo del 3,56% degli investimenti.

E’ quanto emerge da uno studio realizzato dal CRESME per FEDERCOSTRUZIONI – la federazione che fa parte di Confindustria e che riunisce le sigle più significative di tutto il comparto edile – e promosso in collaborazione con Made Expo – la principale fiera del settore – presentato in conferenza stampa al CNEL di Roma.

Nel 2010, grazie soprattutto all’aumento delle risorse impegnate per opere infrastrutturali (+4,4%), specialmente in Asia (+6,0%) e in America (+7,2% in Nord America e +5,7% in Sud America), il CRESME  stima una ripresa degli investimenti dell’ordine del 2,9%, in netta controtendenza rispetto al mercato italiano.

Per la prima volta nel 2009 il mercato asiatico, con 1.611 miliardi di investimenti (il 36% degli investimenti mondiali), ha superato il mercato europeo, ridottosi a 1.560 miliardi di euro.

“Di fronte alle prospettive decisamente negative del mercato italiano – ha commentato il Presidente di Federcostruzioni Paolo Buzzetti – le dinamiche internazionali costituiscono un interessante prospettiva per l’intera filiera delle costruzioni.

A differenza che in Italia, gli investimenti complessivi in costruzioni stanno crescendo soprattutto in determinate aree, alcune delle quali vedono da sempre una presenza italiana, mentre altre possono costituire ambiti dove cogliere opportunità.”

Per il Presidente di Federcostruzioni lo studio del Cresme evidenzia, oltre all’importanza crescente del mercato asiatico, anche l’interessante crescita prevista in aree a noi vicine come il Nord Africa “che con una previsione di un +7,5% nel 2010 appare sicuramente un mercato dove creare condizioni più favorevoli al nostro sistema industriale.

Nord Africa, paesi in espansione come il Brasile, ma anche l’area sud del Sud America così come la Russia e l’Europa orientale sono tre aree da considerare prioritarie e dove lavorare affinché l’industria italiana delle costruzioni torni ad essere protagonista come negli anni Sessanta e Settanta.”

Secondo il Rapporto il mercato africano è, infatti, quello che tra il 2000 e il 2005 ha mostrato una dinamica espansiva più sostenuta con un tasso annuo medio di crescita superiore all’8%.

Nel 2009 gli investimenti sono cresciuti ancora del 5,7% e nel 2010 la previsione è appunto di un +7,5%.Il mercato americano ha registrato nel 2009 un’espansione contenuta dell’8%, che dovrebbe crescere ulteriormente nel 2010 (+5%).

In Asia, le costruzioni hanno resistito ai contraccolpi della crisi globale mantenendo stabilmente, tra il 2008 e il 2010, tassi di crescita intorno al 5-6%.

In Nord America e in Europa il 2009 è stato l’anno peggiore per il settore delle costruzioni, con crolli degli investimenti dell’ordine dell’ 11 e del 9%.
In Europa la dinamica negativa è dovuta in larga parte alla flessione del comparto residenziale (-12%); mentre in Nord America, dopo che il mercato della abitazioni aveva subito un  duro colpo nel 2008, con una perdita del 24% di investimenti, si è assistito al crollo del mercato non residenziale (-20%) e del genio civile (-17%).

La ripresa arriverà prima in America (+4,3% nel 2010), trainata da infrastrutture e non residenziale; mentre in Europa il 2010 dovrebbe chiudersi con un’ulteriore flessione del mercato (-1,8%), ancora trascinato al ribasso dalle performances negative del comparto residenziale (-2%) e, soprattutto, di quello non residenziale -4%.

Nell’illustrare il Rapporto, il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini ha evidenziato come la crisi stia contribuendo a ridefinire gli equilibri anche per quanto riguarda il mercato delle costruzioni sia tra i diversi Paesi che al loro interno sul piano della destinazione degli investimenti.

“Non deve sorprendere – ha sottolineato – il fatto che la produzione residenziale sia ampiamente rappresentata in Europa, America Settentrionale e Sud America e assai meno in Africa e nel continente Australiano, dove il processo di infrastrutturazione prende il sopravvento sulle altre forme di investimento.

Nel continente asiatico, sia il mercato residenziale che quello non residenziale hanno mostrato un’espansione costante negli ultimi anni e nel 2009 la distribuzione delle risorse nel settore delle costruzioni è praticamente uniforme”.

Fonte: Ufficio Stampa Strategie & Comunicazione


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