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TASI 2014: ottobre arriva presto, ma quanto si dovrà pagare?

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Sono circa 15 milioni gli italiani che nel mese di ottobre si troveranno alle prese con l’acconto della TASI 2014, il tributo sui servizi indivisibili che ha in pratica preso il posto dell’IMU sulla prima casa. Sono infatti circa 5220, secondo i dati emessi da Confedilizia (in attesa dei dati definitivi del Tesoro che dovrebbero essere ufficializzati proprio in questi giorni), i Comuni nei quali la TASI 2014 sarà riscossa entro il 16 ottobre (si tratta di una quota vicina al 65% dei Comuni italiani).

TASI 2014: si pagherà di più?
L’avvicinarsi della scadenza ovviamente non sta facendo altro che contribuire ad innalzare la temperatura attorno a quello che viene da molti considerato come un tributo iniquo: sono proprio di questi giorni le bordate di Forza Italia contro il governo definito icasticamente “tassatore”. Secondo gli ultimi dati emessi della Uil (Unione italiana del lavoro), la spesa media dei contribuenti italiani dovrebbe aggirarsi sulla cifra di 219 euro, poco al di sotto dei 223 euro medi dell’IMU 2012 (vero termine di paragone per comprendere il reale gravame apportato del tributo), con il 54% dei contribuenti che pagherà di più rispetto alla tassa introdotta per il 2012 dal Governo Monti.

Questione di aliquota
L’aliquota media derivante dalle scelte discrezionali dei 106 comuni capoluogo italiani si attesta sul 2,63 per mille – circa un terzo dei capoluoghi (tra cui Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Catania, Bari, Perugia, Reggio Emilia, Torino) ha scelto l’aliquota massima del 3,3 per mille. Forza Italia rumoreggia: “Sarà peggio dell’IMU”, esclama Maurizio Gasparri in coro insieme a Renato Brunetta.

TASI 2014: una distribuzione poco equa
“È vero – affermano dalla Uil – che l’importo pro capite della TASI nelle città campione è di 219 euro medi, a fronte dei 223 euro pagati con l’IMU nella campagna 2012, ma la distribuzione della nuova tassa è meno equa: pagherà un po’ di più chi prima era esente o pagava cifre basse e pagheranno molto meno i proprietari di quelle abitazioni con rendite catastali elevate”. Un pasticcio all’italiana?

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