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TASI e IMU: un fardello sulla casa, la fiducia degli italiani crolla

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Tasse sulla casa e fiducia degli italiani: due concetti che si pongono in un rapporto inversamente proporzionale. Il combinato disposto IMU/TASI si poggia come un fardello non indifferente sul bene più prezioso secondo la popolazione italiana, ovvero la casa. E in questi giorni di scadenze per la maggior parte dei contribuenti (attenzione, il gong per l’acconto TASI risuonerà dopodomani, 16 ottobre) casca al centro del dibattito il tema della interminabile crisi del mercato immobiliare nel nostro paese.

Confedilizia, il bene “casa” e la fiducia degli italiani
A far sentire con forza la propria voce è Confedilizia: “La tassa unica sulla casa è una buona cosa, ma non basta. Bisogna che nella legge di Stabilità ci sia un segnale solo, chiaro e netto, per tutti i milioni di italiani che, con il dimezzamento del valore della loro casa, hanno perso ogni fiducia, hanno perso la garanzia sulla quale potevano contare per ogni imprevisto – afferma Corrado Sforza Fogliani, il presidente della Organizzazione storica della proprietà immobiliare – lasciamo perdere i maxi-economisti che non ne hanno indovinata una, lasciamo perdere le corporazioni oligopolistiche delle imprese, guardiamo a milioni di italiani: sono le loro sensazioni, i loro timori e le loro speranze che fanno l’economia, che contano per la ripresa”.

Le imposte sulla casa
Ed al tema del mercato immobiliare è inevitabilmente legato, come si affermava in sede introduttiva, il tema delle imposte sulla casa: avversate ferocemente da qualcuno, ritenute invece un onere necessario secondo altri, TASI e IMU continuano ad essere al centro del dibattito in Italia. Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, ha stigmatizzato l’onerosità della tassazione sulla casa in questo 2014: “Il Governo si era impegnato a mantenere l’incidenza della TASI sotto quella dell’IMU, e uno studio fatto dalla Uil, conferma che per una famiglia su 2, per la precisione per il 54%, il conto è più salato dell’IMU del 2012“.

“Saranno 15 milioni le famiglie chiamate a pagare in media 191 euro ma con punte che raggiungono anche i 492. È dunque l’ennesima spremitura dei contribuenti” – ha proseguito il rappresentante del Forum delle associazioni familiari -, non è solo questione di aliquote ma anche di come quelle aliquote vengono applicate: l’IMU, con tutti i suoi difetti, prevedeva detrazioni parametrate alla famiglia, una logica virtuosa che si sono affrettati a cancellare”.

Per tutte le informazioni sul pagamento del tributo sulla casa leggi l’articolo TASI 2014, attenzione: bisogna pagare entro il 16 ottobre.

“I Comuni – ha concluso Belletti – avrebbero potuto innalzare l’aliquota della TASI solo a patto di utilizzare le maggiori entrate per riconoscere detrazioni alle famiglie. Nel caos federalista di questa legge non solo si è perso quel poco che era stato riconosciuto dall’IMU ma si è anche dimenticato quanto previsto dalla nuova tassa”.

A cura di Marco Brezza

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