Tasse sulla casa più eque nel 2015 e più case esenti: addio TASI?

Prende vigore il cammino del tributo che andrà a sostituire con molta probabilità TASI ed IMU a aprire dall’anno prossimo. Quello che nascerà sarà un tributo di nuova denominazione: sarà proprio quest’ultimo a riempire lo spot della fiscalità immobiliare per il 2015.

Ma cosa c’è di concreto al momento? I tecnici del Ministero dell’Economia sono al lavoro per mettere a punto la nuova tassa sulla casa e, secondo i primi “rumors”, sarebbe in cantiere un’imposta meno generosa del previsto. L’idea è quella di inserire la disciplina del nuovo tributo in un emendamento alla Legge di Stabilità 2015 (da approvare entro breve), da presentare poi al Senato dove la manovra approderà questa settimana.

Nugoli di polemiche hanno avvolto il tema della tassazione sul mattone in queste settimane: leggi il parere di Assimpredil-Ance nell’articolo Tasse sulla casa: un peso che non può essere più sopportato.

Il nodo politico più sensibile si avvolge attorno al tema dell’abitazione principale: tra gli obiettivi più importanti che la compagine governativa si propone con la creazione della tassa unica sull’abitazione (per ora battezzata Local Tax) c’è senz’altro quello di porre un rimedio al carattere ferocemente regressivo assunto dallo non popolarissimo (per usare un eufemismo) tributo sui servizi indivisibili. Una delle ipotesi paventate all’interno della bozza di emendamento stabilisce un’aliquota standard al 2,5 per mille, accompagnata da uno sconto fisso da 100 euro: una scansione che tenderebbe a riavvicinare la distribuzione della pressione fiscale a quella prevista dalla vecchia IMU, esentando dai versamenti le abitazioni fino a 265 euro di rendita catastale. In tale maniera i parametri standard eviterebbero alla nuova tassa locale di colpire circa 2,6 milioni di case. Una possibilità interessante: non resta che attendere il concretizzarsi dell’emendamento. Per un 2015 più equo, almeno sul versante del prelievo fiscale sul mattone.

A cura di Marco Brezza

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