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Terremoto Centro Italia: via libera in Cdm al nuovo decreto legge

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Il Consiglio dei ministri ha approvato questa mattina, con la formula “salvo intese”, il nuovo decreto con misure per affrontare l’emergenza dopo il terremoto. Ciò significa che il testo si sta ancora limando negli ultimi dettagli. Il cratere sismico per comprendere anche i Comuni coinvolti dalle ultime scosse, quella del 26 ottobre e la più recente del 30 ottobre.

A quanto si apprende contiene la nuova definizione del cratere del sisma e provvedimenti su agricoltura, scuola e beni culturali anche con l’obiettivo di snellire la macchina della burocrazia. Il testo dovrebbe essere pubblicato lunedì in Gazzetta Ufficiale. Successivamente, stando alle indiscrezioni delle ultime ore, confluirà in un emendamento al primo decreto terremoto, che sarà esaminato della Commissione Bilancio del Senato tra il 21 e il 26 novembre.

Intanto la terra nel Centro Italia non smette di tremare. Sono state circa 75 le scosse di terremoto (di magnitudo non inferiore a 2) registrate dalla mezzanotte tra Marche, Umbria e Lazio. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la più forte è stata a 00:24 con magnitudo 3.4 ed epicentro vicino Preci (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Non si hanno al momento segnalazioni di nuovi crolli. Ieri nello stesso arco di tempo le scosse in zona erano state oltre 105, tra cui una di magnitudo 4.8. Le nuove scosse di terremoto e la prima pioggia che trasforma in fango la terra nelle tendopoli sono segnali che aggravano il peso dell’urgenza delle decisioni, non solo per gli sfollati a fare i conti col futuro prossimo, ma anche per Matteo Renzi, chiamato a dare col suo Governo risposte decisive.

Il provvedimento approvato questa mattina contribuisce a snellire le procedure burocratiche per l’avvio dei lavori di ricostruzione e di messa in sicurezza soprattutto per le scuole e per il patrimonio artistico e contiene norme per il settore agricolo.

Nel testo sono predisposti anche maggiori poteri ai sindaci dei comuni colpiti dal sisma e una ridefinizione del ruolo dell’ANAS per la riparazione della rete stradale nelle aree interessate dai terremoti.

Il decreto prevede inoltre misure urgenti per consentire la prosecuzione delle attività didattiche: dalle modalità di composizione delle classi a quelle di assegnazione del personale docente.

Al fine di sostenere la continuità produttiva delle attività zootecniche messe in ginocchio, il decreto autorizza la spesa di 10.942.300 euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina dei settori ovicaprino e suinicolo.

Infine, per riuscire a gestire la mole di procedimenti che i Comuni si trovano a dover attivare, il decreto autorizza l’assunzione a tempo determinato di personale di tipo tecnico ed amministrativo fino ad un massimo di trecentocinquanta. Previsto anche il rafforzamento della struttura della Protezione civile e di quella del Commissario straordinario alla ricostruzione.

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