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Terremoto Emilia, nuove misure per la ricostruzione dei centri urbani

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Inedite misure in arrivo in Emilia Romagna per proseguire l’importante cammino di rinascita per i centri urbani gravemente danneggiati dal sisma che nel maggio 2012 ha colpito la Pianura padana tra le province di Bologna, Ferrara e Modena. Il Presidente della Regione Emilia Romagna e Commissario per la ricostruzione Vasco Errani ha appena varato nuove disposizioni per conferire maggiore flessibilità al percorso di ricostruzione.

Ecco le principali novità:
– la possibilità per gli immobili privati di essere venduti e messi a disposizione con canoni agevolati;
– i proprietari di alloggi gravemente danneggiati potranno acquistare una nuova abitazione, in zone indicate dal piano organico, anziché riparare la vecchia che verrà ceduta in cambio al Comune;
– l’approvazione, da parte della Giunta regionale, dello stanziamento di 11 milioni per la cura ed il rinnovo marciapiedi, strade e piazze (la cosiddetta “città pubblica”).

Ad illustrare con chiarezza il disegno complessivo delle misure approvate è l’Assessore alle infrastrutture della Regione Emilia Romagna Alfredo Peri, il quale ha affermato che l’obiettivo generale è quello di “dare risposte diverse ad esigenze differenti sapendo che nei territori ci sono situazioni varie”. Infatti i programmi di intervento tendono ad affastellarsi l’uno sull’altro mediante scale di varia grandezza, prendendo l’abbrivio dal Piano strategico per l’intera area (che contiene tutta l’attività di ricostruzione). Transitando sul gradino inferiore della scala infatti si passa infatti al “programma d’area per quei territori che hanno avuto conseguenze più rilevanti – prosegue l’Assessore – e che hanno un piano della ricostruzione che interviene sulla ridefinizione della pianificazione urbanistica“. In questo modo ci si addentra sempre di più nel dettaglio delle problematiche afferenti alla ricostruzione.

Per approfondire le tematiche inerenti alla ricostruzione post-sisma leggi l’articolo Terremoto Emilia, si allungano i tempi del contributo per l’autonoma sistemazione.

Quello appena definito in Emilia Romagna si configura pertanto come un documento di tipo “programmatico-operativo” capace di delineare la strategia generale, defininendo l’insieme delle azioni che il Comune, insieme agli altri soggetti pubblici e privati, intende attivare per la rigenerazione degli ambiti urbani e la rivitalizzazione delle funzioni economiche, sociali e amministrativei.

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