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Terremoto in Abruzzo, ok al piano di Bertolaso

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Sulla prima puntata della ricostruzione – quella che porta dalle tendopoli agli alloggi provvisori di qualita` senza passare per le baraccopoli – mette il cappello Guido Bertolaso, che nei giorni scorsi ha fatto passare al Consiglio dei ministri il suo «piano C.a.s.e.», acronimo che sta per «Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili».

Il modello uscito vincente dalla riunione di governo – che dovrebbe dare casa entro sei mesi a 13mila persone per un costo compreso fra 500 e 700 milioni – e` stato messo a punto e brevettato direttamente dalla Protezione civile, in collaborazione con una propria fondazione, il Centro europeo di formazione e ricerca in ingegneria sismica (Eucentre).

Il perno su cui poggia tutto il modello e` la «piastra» di cemento, ad alta tecnologia e di origine giapponese, che assorbe l`energia sismica attraverso i «dissipatori»: grandi cuscinetti-molle che permettono alla piastra di rullare, deformarsi, lasciando indenni le costruzioni (infrastrutture, centri servizi, abitazioni) realizzate al di sopra.

Questi dissipatori o isolatori – dovranno essere ben settemila, per le 15-20 aree prescelte. «Una delle difficolta` maggiori e` proprio la produzione di questi settemila isolatori, perche` sara` difficile farlo entro luglio anche coinvolgendo tutte le aziende italiane del settore», dice Gian Michele Calvi, 57 anni, ordinario di tecnica delle costruzioni a Pavia, presidente di Eucentre e “mente“ del progetto.

Luglio e` la prima scadenza perche` la realizzazione dei villaggi che potranno essere utilizzati come alloggi per studenti una volta finita l`emergenza – sara` realizzata in due fasi: nei primi tre mesi saranno gettate le piastre o «sottostrutture di fondazione».

Nella prima fase si potranno anche realizzare i prefabbricati degli alloggi, in legno, calcestruzzo o muratura, che saranno poi assemblati e montati nella seconda fase: solo cosi` si potra` arrivare a ottobre con gli alloggi finiti.

«La combinazione delle tecnologie – dice Calvi – consentira` di chiudere tutto in sei mesi. In 4-5 giorni contiamo di definire il layout urbanistico, poi siamo pronti con la produzione degli isolatori e la realizzazione delle piastre». Per la progettazione e per la costruzione saranno realizzate gare  informali a trattativa privata.

«Gli edifici saranno di altezza massima di tre piani, dovranno essere costruite con pareti portanti e non con un telaio di calcestruzzi. Stiamo facendo un`indagine di mercato per selezionare tecnologie con forte componente di prefabbricato e montaggio a secco».

Vinta da Bertolaso la corsa per gli alloggi temporanei di qualita`, resta la gara per le new town (proposte dal premier all’interno del Piano Casa) che – come ha spiegato Berlusconi – sono una cosa diversa.

Il premier non si lascia scoraggiare dalle critiche degli architetti. Un «concept» di microcitta` verde, senza torri, con edifici alti al massimo due piani e la viabilita` nascosta sottoterra ha gia` preso forma nei giorni scorsi sotto la regia dell`imprenditore veneziano del tessile e dell`immobiliare, Andrea Mevorach, con la sua struttura Re-evolution.

Pare che Mevorach fosse stato contattato direttamente da Berlusconi prima della tragedia abruzzese per progettare un sistema insediativo «di assoluta avanguardia urbanistica, dove i bambini possano raggiungere campi gioco, scuole, chiese e parchi senza incontrare automobili».

La new town e` stata concepita per 5mila abitanti e 1.400 famiglie, potra` essere costruita in un`area libera di 30 ettari, come ampliamento di una citta` medio-grande. Un progetto “chiavi in mano“ che Re-evolution dice di poter realizzare in 24 mesi, con un cantiere operativo 24 ore su 24, a un costo di 300-400 milioni di euro. 

Fonte: www.ance.it e Il Sole 24 Ore

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