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Toscana: ambiente ed energia

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La Regione Toscana sostiene e coordina un programma innovativo che permetterà di rimuovere l’eternit, che contiene amianto, e di istallare pannelli fotovoltaici. Il progetto permette anche di ricavare energia elettrica “pulita” e di generare un ritorno economico, che copre i costi. L’iniziativa, che è già stata attuata su 26 edifici (24 nell’area fiorentina e 2 in quella di Massa e Carrara) coinvolgerà ora un altro centinaio di stabili appartenenti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica della Toscana.
«Si tratta di un progetto assolutamente innovativo – spiega l’assessore alla casa della Regione Toscana, Eugenio Baronti – che consente di fare tre cose utili a costo zero.
La prima è quella di bonificare i tetti delle case popolari della Toscana, molti dei quali, a suo tempo erano stati costruiti in eternit. E l’eternit, come tutti sanno, è fatto con l’amianto.
La seconda – fa notare l’assessore – è che una sostanza pericolosa, come l’amianto, viene sostituita con pannelli fotovoltaici, che producono energia elettrica pulita e fanno risparmiare emissioni nell’atmosfera. La terza cosa è che, grazie a questa energia, non solo si risparmia l’inquinamento, ma si ottengono risorse economiche che servono a ripagare il costo dell’impianto. In Toscana i primi esperimenti sono stati attivati, ora vogliamo allargare il raggio d’azione e vogliamo che l’esempio virtuoso delle case popolari possa servire da modello anche per i condomini privati.»

Ma quanti sono gli edifici interessati in questa fase?

«Affinché il quantitativo di energia prodotto sia congruo per ammortizzare i costi – spiega l’assessore – ci vuole che il tetto dell’edificio abbia una dimensione sufficiente e che l’irraggiamento solare sia adeguato. Circa 130 edifici per una copertura complessiva di 130 mila mq, sono stati giudicati idonei. Tenuto conto che su 26 edifici gli interventi sono già partiti, l’intervento in questa fase, verrà attuato su 90 mila mq di coperture, con l’istallazione di pannelli solari per 60 mila metri quadri. L’arco temporale è di tre anni.»

Ed ecco i risparmi in termini ambientali ed energetici.

«L’intervento permetterà di produrre – spiega l’assessore – 5,5 milioni di kilowattora annui, pari al consumo di 1800 famiglie. E’ l’equivalente della popolazione di Barberino Val D’elsa, o di Montalcino. Si risparmierà l’emissione di 3500 tonnellate di Co2 all’anno e di 1375 tonnellate di petrolio, pari a 8650 barili all’anno. » I protagonisti del progetto saranno i gestori di edilizia residenziale pubblica sul territorio. La Regione dal canto suo promuove e coordina gli interventi e contribuisce a sostenere le attività di verifica e progettazione, da un punto di vista tecnico e finanziario. Si stima che i costi di questo programma ammontino complessivamente a 55 milioni di euro. La resa economica, in un arco di 20 anni, della vendita di energia e degli incentivi previsti dal Governo (Decreto Ministeriale 10-2-2007 per l’istallazione di pannelli fotovoltaci) sarà di circa 64 milioni di euro. Ne risulta un utile di 9 milioni di euro che va a coprire i costi di rimozione e smaltimento dell’amianto delle coperture eternit.
In Toscana, attualmente, esistono 11 LODE, a cui afferisce un patrimonio complessivo di circa 50 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica.

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Sull’isola di Laputa, abitata da filosofi e scienziati invece di raggiungere vette d’eccellenza la società era un vero disastro: troppo impegnati, gli uni e gli altri, a pensare a se stessi e ai loro studi invece che occuparsi della cosa pubblica. A loro serviva, come in ogni società anche oggi serve, il contributo della politica, l’unica in grado di trovare le soluzioni giuste, anche in fatto di sviluppo sostenibile».

Cita il terzo dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, l’assessore regionale alla difesa del suolo, Marco Betti, nel suo saluto al Convegno internazionale Life 2020, in corso di svolgimento a San Rossore, organizzato da Ministero per i beni culturali, Regione Toscana, Provincia e Comune di Pisa e dedicato ad acqua, energia e paesaggio.
In apertura dei lavori l’assessore Betti ha ribadito il suo no al nucleare osservando come negli ultimi dieci anni nel mondo non si sia costruita neppure una centrale nucleare.

«Non era economicamente conveniente – ha precisato – né con il petrolio a 20 dollari al barile, né lo è oggi con il petrolio a 130. Senza contare che l’uranio è diventato rarissimo e che sono scienziati come Carlo Rubbia ad affermare che non si sono risolti i problemi di Hiroshima, Chernobyl e delle scorie, cioè del possibile uso del nucleare per fabbricare bombe, dei rischi di incidenti agli impianti e del fatto che per un raggio di decine di chilometri intorno ai siti di stoccaggio ci sono livelli di radioattività dannosi per l’uomo».

Per l’assessore il nucleare non risponde quindi né a criteri di sostenibilità, né garantisce quella rinnovabilità che oggi serve per l’esaurirsi dei combustibili fossili, che ha definito “condannati dalla storia”. Illustrando la “ricetta” regionale contenuta nel Piano energetico che tra breve sarà portato in Consiglio per l’approvazione, l’assessore Marco Betti ha posto l’accento sull’impegno per lo sviluppo delle produzione di energia da fonti rinnovabili, che preferirebbe continuare a definire “alternative” rispetto a quelle usate oggi, che andrebbero invece velocemente sostituite. Tra gli obiettivi regionali, Betti ha citato la riconversione a gas metano delle due centrali termoelettriche di Livorno e Piombino e la realizzazione del rigassificatore off-shore al largo delle coste livornesi.

Fonte: www.regione.toscana.it

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