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Toscana: linee guida inceneritori rifiuti

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Si tratta delle linee guida sugli inceneritori rivolte ai gestori e agli enti locali. Il provvedimento giunge al termine di un lungo lavoro in collaborazione con Arpat. Si vuole così rendere più stringenti, accurati e uniformi i controlli sull’intero ciclo di termo-combustione contando sulla collaborazione delle aziende di gestione per garantire ai cittadini informazioni certe, tempestive e continue sulla qualità dei fumi che escono dai camini degli 11 impianti di termo-combustione.

"Il provvedimento – spiegano il presidente Claudio Martini e l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini – si inserisce all’interno della strategia della Regione che, in linea con gli indirizzi comunitari, mira a sviluppare un corretto ciclo di gestione del rifiuto che passi dalla riduzione, dal riciclo e dal recupero energetico della parte residuale".

Fermi restando infatti gli obiettivi generali di riduzione dei rifiuti e di implementazione della raccolta differenziata, con il target del 55% al 2010 previsto dal Piano Regionale di Azione Ambientale, è indispensabile dettare precise indicazioni di comportamento per il trattamento di quella quota che va comunque avviata all’incenerimento.

"La Regione – sottolinea Martini – è in tal senso convinta che servano regole e comportamenti condivisi e rispettati da tutti i gestori, a partire da una maggiore attenzione ai rifiuti in ingresso e dal monitoraggio sia delle emissioni, che deve avvenire in continuo, sia dell’ambiente circostante gli impianti. Quello che chiediamo è un salto di qualità sull’intero ciclo di trattamento dei rifiuti avviati all’incenerimento ricordando che si tratta di un ciclo industriale complesso".

I gestori dovranno:

1) verificare attentamente i rifiuti in ingresso negli impianti di incenerimento

2) monitorare in continuo l’intero ciclo di gestione potenziando gli autocontrolli (temperatura, fumi, qualità ed efficienza dei reagenti e degli abbattimenti degli inquinanti…)

3) adottare manuali di gestione per ciascun impianto ed attenersi scrupolosamente a questi;

4) informare in maniera costante e tempestiva i cittadini sulla qualità delle emissioni.

Le linee guida, valide sia nel caso di impianti vecchi che di impianti nuovi o di futura costruzione, sono state elaborate in collaborazione con Arpat partendo dall’analisi delle migliori tecnologie presenti oggi in Italia (es. Brescia e Bolzano) e sono state concertate con le amministrazioni Provinciali. Dopo l’approvazione, saranno trasmesse a gestori ed enti locali, che dovranno applicarle ed a farle rispettare.

Fonte: www.regione.toscana.it

 

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