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Trento: ok al Regolamento della legge urbanistica

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Nell’ultima seduta, su proposta dell’assessore all’Urbanistica, enti locali e personale Mauro Gilmozzi, la Giunta provinciale ha approvato due provvedimenti per l’attuazione di quel processo di riforma e riordino della normativa provinciale in materia urbanistica–edilizia in provincia di Trento che è stato avviato nel 2008 con il PUP e con la nuova legge urbanistica provinciale e affinato nel 2010 con la legge n. 4.

Il primo provvedimento approvato è il regolamento di attuazione della legge urbanistica provinciale, che specifica la disciplina legislativa su tutti quegli elementi demandati al livello regolamentare.

Il secondo provvedimento riguarda le misure per favorire gli interventi di edilizia sostenibile, cioè dirette alla realizzazione di edifici ad alto risparmio energetico, nonché quelli di riqualificazione architettonica, con il riconoscimento dei cosiddetti bonus volumetrici o la riduzione degli oneri di concessione.

L’approvazione di questi provvedimenti fa seguito alla loro adozione preliminare da parte della Giunta provinciale, avvenuta poco più di un mese fa, e dopo che su di essi sono stati raccolti i pareri favorevoli del Consiglio della autonomie locali e della competente commissione del Consiglio provinciale e sono stati sentiti gli ordini e collegi professionali e le associazioni delle categorie economiche.

Per il completamento del processo di riforma urbanistica-edilizia sono in dirittura d’arrivo altre due decisioni – una relativa alla misurazione degli elementi geometrici delle costruzioni, distanze, fasce di rispetto e quant’altro, ed un’altra sulla modulistica delle domande edilizie – anch’esse adottate preliminarmente dalla Giunta provinciale in maggio e sottoposte, altrettanto favorevolmente, allo stesso giro di consultazioni. Saranno approvate definitivamente nelle prossime settimane.

L’intero pacchetto di provvedimenti – e con essi la completa attuazione della riforma urbanistica, con il definitivo abbandono della vecchia legge urbanistica del 1991 – entrerà in vigore entro l’estate.

Si arriverà così a quel “codice” dell’urbanistica e dell’edilizia in provincia di Trento, cioè a quell’insieme organico di norme di settore che è il presupposto fondamentale per garantire alle regole stabilità, semplicità ed efficienza, con ricadute positive tanto per i cittadini e i professionisti che per le stesse amministrazioni.

Ma intanto la Giunta provinciale ha deciso di anticipare – rispetto agli altri provvedimenti – l’approvazione del regolamento perché esso, prima della sua applicazione, deve ora essere sottoposto al controllo della Corte dei conti.

Invece la tempestività nell’approvare le misure a favore dell’edilizia sostenibile e della riqualificazione architettonica è imposta dalla volontà di favorire da subito la realizzazione di tali interventi edilizi, sia per incentivare quanto prima l’allargamento dell’uso in edilizia delle tecniche costruttive di risparmio energetico sia, conseguentemente, per dare un sostegno anticongiunturale all’economia delle imprese impegnate nel settore delle costruzioni edili.

1. REGOLAMENTO
In questo insieme di norme sono degne di particolare nota, innanzitutto, quelle che attribuiscono alle commissioni paesaggistiche delle Comunità (di valle) la competenza ad esprimere i pareri sulla qualità architettonica degli interventi edilizi più rilevanti, riportando così la tutela del paesaggio nei centri abitati in capo ad un unico organismo che garantisca unitarietà e coerenza di valutazione sui progetti, avvalendosi del contributo degli esperti in materia di paesaggio che la Provincia sta formando attraverso la Scuola per il governo del territorio e del paesaggio.

Per i piani attuativi viene introdotta una disciplina che uniforma e semplifica, in modo omogeneo per tutti i comuni, le procedure di formazione e approvazione. A proposito degli interventi edilizi “liberi”, in attuazione della recente legge 4 del 2010, il regolamento individua quegli interventi per cui non è richiesta né la concessione edilizia né la denuncia di inizio attività (Dia): tra questi interventi rientrano, ad esempio, le opere interne agli edifici che non interessano parti strutturali, l’installazione di pannelli solari a servizio degli edifici, gli arredi e le attrezzature da giardino.

In materia di unità abitative nelle aree produttive sono disciplinati i casi in cui è ammessa la realizzazione di una seconda abitazione: ciò al fine di favorire i ricambi generazionali nella conduzione delle aziende “di famiglia”.
Riguardo al contributo di concessione il regolamento prevede significative riduzioni per gli interventi sugli edifici ricadenti nei centri storici.

2. DELIBERA SU EDILIZIA SOSTENIBILE E RIQUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA
Per imprimere uno slancio alla promozione dell’edilizia sostenibile, anche attraverso la rimozione degli ostacoli burocratici, la delibera prevede una serie misure di incentivazione che sono immediatamente applicabili e che prevalgono sulle previsioni degli strumenti urbanistici comunali; sono comunque fatte salve le disposizioni comunali più favorevoli.

Tali misure consistono nello scomputo dagli indici edilizi del maggior spessore dei solai e di tutti i maggiori volumi e superfici necessari per ottenere il miglioramento della prestazione energetica dell’edificio.

Inoltre per gli edifici con prestazioni energetiche superiori al livello obbligatorio (classe B) è previsto, oltre allo scomputo degli spessori di isolazione, il riconoscimento di bonus volumetrici, cioè di incrementi del volume, commisurati ai livelli di prestazione energetica raggiunti dall’edificio: questi bonus sono indicati nella tabella allegata alla delibera. In alternativa ai bonus, è possibile ottenere una riduzione dei contributi di concessione.

La quantificazione dei bonus volumetrici, differenziati in rapporto alla classe energetica raggiunta dall’edificio, è stata fatta sulla base di un’analisi economica dei costi aggiuntivi degli interventi da effettuare per rientrare in tale classe in modo da favorire maggiormente le classi più elevate: così per un edificio di classe energetica B+ (quella immediatamente superiore a quella obbligatoria) l’entità del bonus copre una parte dei costi aggiuntivi necessari per il suo raggiungimento; invece per un edificio di classe energetica più elevata, la A+, l’entità del bonus supera tali costi aggiuntivi.

L’incremento volumetrico previsto dalla tabella si applica in modo progressivo, secondo il principio degli scaglioni: un primo bonus volumetrico viene riconosciuto (nella percentuale fissata in delibera a seconda della classe energetica) sui primi 500 metri cubi di volume dell’edificio; un ulteriore bonus (in percentuale inferiore) sui metri cubi da 501 a 1.500; un ulteriore bonus (in percentuale ancora inferiore) sui metri cubi da 1.501 a 4.000; per i metri cubi oltre i 4.000 non è riconosciuto alcun bonus.

Ai fini del riconoscimento delle agevolazioni per l’edilizia sostenibile la classe energetica dell’edificio è riferita anche alle singole unità immobiliari (appartamenti) che fanno parte dello stesso edificio. Le richieste di agevolazioni per interventi di edilizia sostenibile potranno essere presentate a decorrere dalla pubblicazione della delibera nel Bollettino ufficiale della Regione.

Nella medesima delibera sono disciplinate, in applicazione della legge 4 del 2010, le misure una tantum di agevolazione per gli interventi di riqualificazione architettonica degli edifici che siano a prevalente destinazione residenziale ed esistenti da almeno 15 anni. Per tali interventi, oltre ai bonus volumetrici previsti per gli aspetti energetici anche oltre i 4000 mc, è consentito un incremento volumetrico del 15% finalizzato al miglioramento della qualità architettonica, delle condizioni igienico-sanitarie e/o della sicurezza strutturale.

Un altro bonus del 10% è previsto in caso di realizzazione di alloggi a canone moderato.
Anche le domande di interventi di riqualificazione architettonica possono essere presentate a partire dalla pubblicazione della delibera nel BUR: ma, trattandosi di misure una tantum, la delibera ha stabilito che il relativo termine scadrà il 31 dicembre 2011.

 Fonte: www.provincia.tn.it

 

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