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Umbria: ai blocchi di partenza la nuova legge sull’efficienza energetica

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Prende corpo il disegno di legge delle Regione Umbria in materia di miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti di climatizzazione: la bozza del disegno è stata condotta ieri sotto la lente d’ingrandimento del Tavolo delle costruzioni riunitosi nella giornata di ieri a Perugia.

I due contrafforti della nuova normativa sono stati delineati dall’assessore all’ambiente regionale Silvano Rometti nei “risparmi nei consumi energetici e contemporaneamente incentivi per l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili“. Le linee principali del disegno sono state sottoposte all’attenzione dei rappresentanti delle organizzazioni datoriali e sindacali del settore, dell’Anci Umbria e delle istituzioni locali, con l’obiettivo di captare feedback e pareri in vista della transizione in Giunta regionale per l’adozione.

Quattro i punti cardinali della disciplina: riqualificazione energetica edifici esistenti pubblici e privati, promozione dell’installazione di impianti di cogenerazione, utilizzo di reti di teleriscaldamento, controlli degli impianti.

Grande rilievo è stato conferito al tema della riqualificazione energetica: “Per quanto riguarda il comparto pubblico – spiega Rometti – abbiamo già avviato un confronto con gli Enti Locali e con le Aziende sanitarie. Solo il consumo energetico degli Ospedali è di circa 20 milioni di euro l’anno ed è ovvio che questo dato ci fa riflettere per mettere in campo una diversa politica energetica. Nella prossima programmazione comunitaria pensiamo di destinare circa 32 milioni di euro, pari al 22% del totale delle risorse assegnate all’Umbria con il Fesr, agli interventi su edifici pubblici, che andranno ad aggiungersi ai circa 20 milioni già spesi per finanziare 152 interventi previsti nella passata programmazione”.

“Per quanto riguarda gli edifici privati invece – ha proseguito Rometti – abbiamo previsto di redigere uno studio sulla consistenza del patrimonio esistente, delle sue caratteristiche energetiche e dunque delle possibili soluzioni di intervento economicamente più vantaggiose. L’obiettivo-cardine è quello di stimolare investimenti, anche tramite il ricorso a strumenti finanziari di livello nazionale e comunitario messi da disposizione dagli Istituti bancari privati o pubblici”.

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