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Umbria, sisma del 1997: la ricostruzione di Sellano è completata

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A proposito di ricostruzione post-terremoto. Cade proprio in questi giorni l’anniversario dei 5 anni dal tragico sisma de L’Aquila, ma non va dimenticato neanche quello che accadde in Umbria nel 1997, con le forti scosse di terremoto che misero in ginocchio la Regione definita “il Cuore d’Italia”. Ad ormai 17 anni dall’evento si è praticamente conclusa la ricostruzione dentro il Comune di Sellano, uno dei luoghi più colpiti dal sisma.

520 interventi di varie dimensioni, 1180 unità immobiliari toccate, 120 milioni di euro investiti in un progetto che, con l’inaugurazione degli ultimi interventi stabiliti dal Pir (Programma Integrato di Ricostruzione) sta giungendo in porto: un intervento di ricostruzione e riqualificazione urbana, paesaggistica ed architettonica capace di interessare un territorio molto esteso, e basato su un modello che mette in primo piano la difesa e la valorizzazione dei centri urbani affidandosi alla responsabilità dei privati cittadini.

Ovviamente le istituzioni (nella fattispecie Regione e Comuni) hanno avuto il ruolo di gestori, programmatori ed ispettori della complessiva opera afferente alla ricostruzione: ma per quanto riguarda gli interventi puntuali sul campo, sono stati gli abitanti della Regione Umbria (dai tecnici a ai progettisti, transitando per amministratori e privati cittadini) ad operare per la rinascita del territorio.

La scelta del modello per questa complessa mole di opere di riqualificazione post-sismica in Umbria è avvenuta con totale garanzia di trasparenza e congruo ed idoneo utilizzo di risorse. I rappresentanti della Regione hanno parlato di Sellano come “simbolo positivo e concreto della ricostruzione del territorio umbro”, in un’opera complessiva che è divenuta vettore di sviluppo e valorizzazione anche per quelle aree rurali e di montagna che rischiavano, al di là del singolo evento rappresentato dal terremoto, un processo di progressivo degrado ed abbandono. Una ricostruzione di qualità che conferisce una significativa inerzia positiva a tutto il territorio regionale.

 

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