Questo articolo è stato letto 1 volte

Umbria, via libera allo Statuto e al Regolamento Ater

umbria-via-libera-allo-statuto-e-al-regolamento-ater.gif

L’approvazione dello statuto e del regolamento di organizzazione dell’Ater Umbria da parte della Giunta regionale e l’avvio dell’iter per la revisione della legge 23 sull’edilizia residenziale pubblica, rappresentano passaggi fondamentali per rispondere in modo efficace alle esigenze determinate dai mutati scenari istituzionali e, soprattutto, dalla grave crisi economica che impone alla Regione di attivarsi per modificare l’organizzazione della macchina pubblica, semplificare l’azione politico-amministrativa ed individuare nuovi strumenti per ridurre, razionalizzare e riqualificare la spesa”.

Lo ha affermato l’assessore regionale all’edilizia residenziale pubblica, Stefano Vinti, sottolineando che “pur riconoscendo alle Aziende provinciali la capacità di gestire le risorse e il patrimonio e di cogliere tutte le opportunità offerte dalla programmazione regionale, sia in materia di edilizia a canone sociale che concordato, si è ritenuto necessario attuare un percorso di razionalizzazione in modo tali che le parti sociali e le istituzioni pubbliche coinvolte nelle politiche abitative possano rivolgersi ad un unico interlocutore”.

A corredo di questo processo c’è anche la revisione della legge 23 per la quale, “si spera in un’approvazione in tempi stretti da parte del Consiglio regionale – ha detto Vinti – In pratica la modifica del testo prevede tra l’altro l’istituzione di commissioni Comunali o da parte di Unioni di Comuni per contrastare il grave problema degli sfratti attraverso norme che permetteranno, dentro il Fondo unico per l’edilizia residenziale pubblica, la presenza di risorse a sostegno delle famiglie che subiscono uno sfratto esecutivo, con un occhio attento per quei nuclei sottoposti ad uno sfratto ‘incolpevole’, per ragioni legate ad esempio alla perdita del reddito di sostegno”.

Per l’assessore Vinti “la grave crisi economica e produttiva del liberismo produce effetti sociali pesanti nella nostra regione, mettendo a rischio diritti fondamentali tra cui quello del diritto alla casa – Inoltre, l’abbandono da parte del Governo centrale delle politiche pubbliche per il diritto all’alloggio, ha lasciato il campo solo al mercato ed alla speculazione, relegando migliaia di famiglie colpite dalla crisi alla sola possibilità di rivolgersi agli Enti Locali per il soddisfacimento del loro diritto. Di conseguenza, la perdita improvvisa del reddito o il drastico ridimensionamento dovuto al licenziamento, alla messa in cassa integrazione o in mobilità, l’accentuarsi del lavoro precario e sempre con meno garanzie, hanno prodotto in Umbria nel 2011, circa 1200 sfratti esecutivi, di cui il 90 per cento causati da una morosità incolpevole”.

“Di fronte all’azzeramento delle risorse nazionali la Regione si vedono costrette ad affrontare l’emergenza abitativa a ‘mani nude’. Le modifiche alla legge 23 in questo contesto assumono un significato importantissimo, visto che diversamente la Regione Umbria non potrebbe contare su altre risorse a sostegno dei nuclei familiari sfrattati. Una responsabilità del Governo Monti questa, gravissima e che testimonia, se ce ne fosse ancora bisogno, l’interesse per il sistema finanziario e il disinteresse per la crescita economica e la devastante questione sociale. Altro che rigore ed equità! Rigore a senso unico ed equità zero”. 

“E’ evidente – continua Vinti – che si sta profilando una emergenza sfratti anche nella nostra regione che dovrà vedere tutte le istituzioni umbre e le parti sociali impegnate, concretamente, nel dare una risposta adeguata alla sfida sociale che si sta manifestando. Da questo punto di vista, la Giunta regionale si sente impegnata in prima fila”. 

Relativamente all’Ater regionale Vinti precisa che “è articolata in due unità operative ubicate nelle città di Perugia e Terni, e che è un ente strumentale della Regione la cui attività è finalizzata a rispondere alle esigenze abitative dei nuclei familiari che si trovano in condizioni socio-economiche svantaggiate. Per quanto concerne lo Statuto, è necessario precisare che la L.R.1910 non prevede espressamente la relativa approvazione da parte della Giunta regionale. Tuttavia – afferma – è evidente che uno strumento di tale importanza, necessario all’Azienda per la definizione di numerosi rapporti in essere, nonché per la sottoscrizione di nuove e molteplici contrattazioni, debba comunque essere sottoposto alla valutazione dell’Ente che esercita il potere di controllo”.

Lo Statuto disciplina in maniera dettagliata l’attività, le funzioni e i compiti degli organi dell’Azienda ( Consiglio di Amministrazione, Presidente, Collegio dei revisori dei conti), nonché del direttore e del dirigente di unità operativa.
Il Regolamento di organizzazione invece descrive le attribuzioni e le responsabilità appartenenti al direttore, ai dirigenti e al personale.

La struttura organizzativa si articola in due unità operative, nonché in servizi, posti funzionalmente alle dirette dipendenze del dirigente di unità operativa, ed in aree, di lavori e di staff. Alla direzione di ogni unità operativa è preposto un dirigente, che, rispondendo alla direzione generale, assicura l’unitarietà programmatica, organizzativa ed operativa dell’Azienda mediante l’espletamento delle attività gestionali, amministrative e tecniche, secondo le indicazioni della legge istitutiva e dello Statuto.

Ad uno dei dirigenti di unità operativa è, di norma, conferito l’incarico di direttore dell’Azienda. Sono, infine, indicate le modalità di reclutamento del personale, ispirate ai principi di trasparenza, pubblicità, celerità ed economicità.

Fonte: Regione Umbria

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

News dal Network Tecnico