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Umbria: parte l’esperimento per connettere ambiente urbano e natura

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Modificare il modo di progettare e vivere le città, nella filosofia del “green design”, attraverso piante ed installazioni vegetali sugli edifici, al fine di captare l’anidride carbonica, fare ombra e migliorare le prestazioni termoenergetiche delle abitazioni; connettere ambiente urbano e ritmi della natura contribuendo alla salute e al benessere dei cittadini, oltre che alla soluzione dei problemi collegati con il cambiamento climatico: è l’ambizioso obiettivo dell’esperimento che si farà a Perugia in un edificio dell’Ater (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale), sulla base di un progetto dell’Unione Europea denominato “A Green Culture: Active Green Design and Urban Culture” (una branca del Programma Life Plus) al quale ha preso parte la Regione Umbria, insieme alla Calabria e alla Provincia autonoma di Trento.

L’Assessore Vinti afferma in proposito: “È un progetto che si colloca perfettamente nel quadro della speciale attenzione che la Regione Umbria sta dedicando alle tematiche energetico-ambientali, dove la green economy viene individuata come uno dei principali motori per la crescita dell’economia. Inoltre – continua Vinti – si tratta di un’operazione in linea con gli obiettivi della legge regionale sulla sostenibilità ambientale degli interventi urbanistici ed edilizi, il cui scopo principale è proprio quello di una maggiore tutela dell’ambiente e delle risorse non rinnovabili, oltre che la promozione di spazi abitativi idonei a garantire agli utenti il massimo del comfort e del benessere”.

L’installazione consisterà in un telaio orientabile, tale da consentire lo studio dei sistemi arborei al variare dell’esposizione, equipaggiato con sensori termoenergetici, ambientali e meteorologici, costantemente monitorato per la rilevazione e la comparazione dei risultati raggiunti. Il progetto inizierà con una fase di studio sulle specie arboree da utilizzare in contesti differenti (Umbria, Trentino e Calabria, in grado di rappresentare la diversità climatica nazionale), sulle loro “prestazioni” ambientali e termoenergetiche, e la loro capacità di inserirsi nella storia del territorio. Alla fase di studio seguirà poi la sperimentazione vera e propria su edifici-campione di proprietà pubblica, come l’Ater.

Il progetto si propone l’obiettivo di elaborare pratiche linee-guida per la progettazione del verde urbano, favorendo l’impiego ragionato di specie arboree capaci di catturare l’anidride carbonica, di schermare la radiazione solare all’interno delle abitazioni, di scegliere le essenze da utilizzare in base al clima, alla stagionalità e al rispetto della storia del paesaggio.

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