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Urbanistica, prosegue la sperimentazione a Trento

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Semplificare la pubblica amministrazione per renderla meno onerosa, più efficiente e vicina ai cittadini è una necessità sui cui tutti concordano e, allo stesso tempo, un obiettivo verso cui da alcuni anni con maggiore intensità si indirizzano le politiche pubbliche.

Nel settore urbanistico-edilizio il grado di protezione dell’interesse pubblico è particolarmente elevato e sono molto rigide per questo le regole della pianificazione e del controllo dell’attività edilizia per questo.

Il problema più ricorrente per gli amministratori pubblici è dunque quello di mediare tra il legittimo interesse al controllo pubblico sul territorio (nelle fasi di utilizzo, pianificazione e sviluppo) e la necessità di semplificare e snellire le procedure burocratiche nell’interesse dei cittadini e delle imprese.

A questi problemi è dedicato il convegno che ogni anno è promosso dall’Associazione Italiana di Diritto Urbanistico (AIDU) e che quest’anno si svolge a Trento in collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Trento e con il sostegno dell’Assessorato all’urbanistica, enti locali e personale della Provincia autonoma di Trento.

La XIII edizione del convegno su “La semplificazione nella disciplina del territorio” si è aperta nei giorni scorsi presso l’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza. I lavori del convegno – coordinati dal presidente dell’AIDU, Paolo Stella Richter e dalla professoressa Daria de Pretis della Facoltà di Giurisprudenza di Trento – hanno registrato il saluto delle autorità accademiche e l’intervento dell’assessore provinciale all’Urbanistica, Mauro Gilmozzi.

“La Provincia di Trento – ha esordito l’assessore Gilmozzi – è il luogo dove da sempre si sperimentano alcune tra le soluzioni più originali in campo urbanistico, destinate in un secondo momento ad essere mutuate da altre realtà italiane. L’urbanistica rappresenta il punto di incontro tra bisogni privati e quelli collettivi, e qui sta la complessità della materia fatta di relazioni non statiche ma dinamiche che si evolvono nel tempo”.

Sempre secondo l’assessore, viviamo in una realtà più complessa e che sta esasperando il conflitto da due posizioni: “Un territorio sempre meno disponibile e dall’altra una tensione dell’intera comunità ad esprimere dei legami e dei valori che un tempo non erano nemmeno immaginabili”.

Ad esempio, concetti quali competitività del territorio, non dipendono più dai servizi ma si esprimono anche dal valore che sappiamo garantire all’ambiente e al paesaggio”.

“L’ambiente – ha continuato Gilmozzi – non è più un elemento di freno per lo sviluppo. Questi due componenti possono e devono coesistere. Non a caso il Piano urbanistico provinciale è frutto di un altro livello di negoziazione, fermo restando che esistono elementi non negoziabili, quali gli elementi identitari.

Il problema è che la realtà corre molto velocemente e così noi amministratori e tecnici della materia siamo chiamati ad un continuo sforzo di adeguamento verso l’alto della materia. La Provincia autonoma di Trento ha un ruolo preciso, ovvero quello di essere guida alla complessità dentro la materia urbanistica”.

Il convegno è stato anche l’occasione per approfondire il percorso messo in atto dalla Provincia autonoma di Trento già a partire dagli anni Sessanta con la prima legge urbanistica non statale e il primo atto di pianificazione territoriale a larga scala, il PUP (piano urbanistico provinciale).

Si è parlato anche degli interventi più recenti in materia di semplificazione che sono stati attuati con il varo di norme provinciali specifiche (a partire dalla l.p. 1/2008) riguardanti sia i profili della pianificazione territoriale (in particolare l’approvazione dei piani regolatori generali), sia la disciplina degli interventi edilizi. 

Fonte: www.provincia.tn.it

 

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