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Veneto, contributi per edifici danneggiati dal sisma

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“In un panorama generale preoccupante per molti versi, due importanti obiettivi sono stati raggiunti e ciò ci consente di guardare al futuro con più fiducia”.

Con queste parole il presidente della Regione Luca Zaia ha voluto sottolineare due aspetti amministrativi che proprio in questi ultimi giorni hanno fatto registrare un deciso passo avanti. Il primo è quello relativo alla registrazione presso la Corte dei Conti delle ordinanze emanate dallo stesso Zaia, nella sua veste di Commissario delegato per il sisma del maggio 2012 nella provincia di Rovigo, che consentono l’avvio della fase relativa alle procedure di accesso ai contributi sotto forma di finanziamento bancario agevolato per gli interventi di riparazione, ripristino e ricostruzione di immobili di edilizia abitativa danneggiati. I contenuti di questi provvedimenti sono stati presentati stamattina in Prefettura a Rovigo ai Comuni interessati, che svolgeranno le funzioni istruttorie per le domande che saranno successivamente trasmesse alla struttura commissariale per il sisma, attivata in Regione.

“Si tratta di 24 milioni di euro – commenta Zaia – provenienti dalla Banca Europea per gli Investimenti e assegnati al Veneto nell’ambito di un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’economia e finanze. La procedura avviata per adesso si riferisce solo ai danni subiti dagli edifici di edilizia residenziale, ma in tempi brevissimi sarà attivata anche quella relativa agli immobili destinati ad uso produttivo. Abbiamo dato assicurazione ai sindaci, soprattutto dei comuni più piccoli, che troveremo la soluzione per mettere a disposizione anche risorse umane per la gestione della procedura. Ritengo che questa iniezione di liquidità potrà dare una boccata di ossigeno alle imprese del settore delle costruzioni che realizzeranno gli interventi e alle stesse aziende danneggiate che potranno recuperare gli immobili e tornare in piena attività”.

“Ci sono inoltre buone notizie – aggiunge Zaia – anche sul fronte degli interventi per la sicurezza idraulica del territorio, indispensabile per dare a cittadini e attività produttive le garanzie che chiedono. Il Tribunale Superiore per le acque pubbliche ha infatti rigettato la richiesta di sospensiva della realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno, un invaso che permetterà di trattenere 3,8 milioni di metri cubi in caso di piena del Timonchio, limitando significativamente il rischio di inondazioni disastrose come quelle dell’ottobre del 2010 a Cresole e a Vicenza.

E’ un primo passo, ma essenziale, per andare avanti più speditamente nel programma che ci siamo dati per eliminare i fattori di pericolosità in tutto il territorio del Veneto, nella considerazione fatta propria dal Tribunale che l’interesse collettivo della sicurezza idraulica prevale rispetto ad altri. E’ un principio cui vogliamo dare concreta attuazione realizzando gli interventi necessari”.

Fonte: Regione Veneto

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