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Veneto: edilizia e ambiente

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Treviso è la provincia più produttiva della regione nel settore dell’edilizia
La bioedilizia è un nuovo modo di porsi nei confronti del costruire, basato sullo sviluppo di una coscienza consapevole ed attenta a un utilizzo sostenibile ed equilibrato dei materiali e delle risorse.

Oggi gli agenti inquinanti atmosferici, come il radon, sono presenti nelle case italiane e venete in concentrazioni tre o quattro volte superiori rispetto all’ambiente esterno. Solo il 5% dei prodotti usati in edilizia risulta innocuo. Ecco perché la Regione del Veneto incoraggia le aziende a investire in ricerca per migliorare la qualità dei prodotti, per comunicare le migliori soluzioni ai consumatori, per formare le migliori maestranze.

“Negli ultimi anni – ha detto l’assessore all’Economia, Vendemmiano Sartor – il mercato delle costruzioni nella nostra regione ha mostrato segnali di rallentamento. Resiste l’edilizia residenziale che rappresenta il 63% del totale. Va bene il comparto artigiano con un più 51% di commesse nel primo semestre del 2008.”

Treviso si attesta come la provincia veneta più produttiva con il 20% delle imprese del comparto: le aziende sono 443 con 6.318 addetti. Per l’assessore gli scenari futuri ci fanno pensare che il risparmio nella riqualificazione energetica e la diffusione delle fonti rinnovabili saranno le due sfide da vincere. “ Il distretto della bioedilizia per ottenere successi – ha concluso Vendemmiano Sartor – dovrà scommettere sull’Europa.”
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Nuovi limiti per la concentrazione di sostanze dannose alla salute 
Approvati dalla Giunta regionale i nuovi criteri per la determinazione dei limiti di contaminazione ammissibili sui suoli e nelle acque sotterranee relativamente alle sostanze e agli elementi dannosi alla salute oltre i quali scatta l’obbligo di intervenire con le procedure di legge per il risanamento dei siti.

Si tratta di un provvedimento con il quale la Giunta ha inteso modificare quanto previsto dalla normativa nazionale (D.Lgs. 3/4/2006 n.152), determinando una tabella per i limiti di concentrazione più rispondente alla natura del territorio veneto e in particolare a quello di tutta la fascia interessata dalla posa del gasdotto Porto Viro – Cavarzere.

Nella bassa pianura veneta, infatti, si è più volte riscontrata la presenza di elementi quali l’arsenico (As), il Vanadio (V) lo stagno (Sn) e altri, quali solfati e cloruri, in concentrazioni più elevate rispetto ai limiti fissati dalle tabelle di legge, rilevandosi, di fatto, un fenomeno di inquinamento diffuso non determinato dalla volontà e dall’azione dell’uomo, ma da situazioni correlate esclusivamente alla natura del luogo. T

uttavia, anche in questi casi, quando viene accertato il superamento dei valori tabellari, la legge impone l’attivazione delle procedure di bonifica ambientale a carico dei proprietari dei terreni, obbligati ad eseguire interventi di risanamento dei suoli o delle acque in un contesto ambientale caratterizzato dalla presenza naturale degli elementi per i quali si è riscontrato il superamento tabellare.

“Determinare i valori di fondo naturale per la zona indicata nel provvedimento – precisa l’assessore all’Ambiente, Giancarlo Conta -, valori che potranno essere adottati anche in altre del veneto con caratteristiche analoghe, comporta per tutti coloro che eseguono attività di movimentazione terra, scavi e quant’altro lungo gli argini e i canali, quindi Consorzi di Bonifica, Geni Civili, Magistrato Alle Acque, agricoltori ecc. avere dei riferimenti certi dei limiti di concentrazione delle sostanze contaminati.

Limiti – ribadisce Conta – che saranno conseguentemente diversi rispetto a quelli stabiliti dalla legge proprio per la ragione che la natura con la sua azione e non l’uomo ne ha voluto la presenza”.

Fonte: www.regione.veneto.it

 

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