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Veneto: il Piano Casa genera cospicui investimenti

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Piano Casa, la Regione Veneto chiarisce alcuni dubbi in merito ad alcuni punti di non immediata comprensione inerenti all’applicazione delle norme regionali che reiterano la legge regionale n. 32/2013 (il contenitore normativo che esplicita il Piano Casa).

A tal fine la Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta, ha adottato in via definitiva una circolare esplicativa: l’obiettivo è quello di rispondere agli impegni di chiarificazione presi con le autonomie locali. La circolare, che spiega dettagliatamente come si applica la legge, ha ottenuto il parere della competente commissione consiliare e sarà trasmessa ai comuni e alle Province sostituendo le precedenti.

Tutti gli obiettivi del Piano Casa
Attraverso il Piano Casa l’amministrazione veneta si pone l’obiettivo di migliorare la qualità abitativa al fine di preservare, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente, nonché favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e delle fonti di energia rinnovabili. Tra gli altri obiettivi sottesi al Piano si allineano inoltre l’incentivazione all’adeguamento sismico e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti, oltre al dirigersi verso la demolizione e ricostruzione in area idonea di edifici esistenti che ricadono in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica. Non va dimenticato poi il fine di favorire la rimozione e lo smaltimento della copertura in cemento-amianto di edifici esistenti.

Per maggiori informazioni in materia di Piano Casa in altre regioni d’Italia leggi l’articolo Sardegna: arriva la nuova legge urbanistica, sparisce il Piano Casa.

Parla l’assessore all’Ambiente Zorzato
“La circolare serve a sciogliere i dubbi e le osservazioni rispetto ad un testo di legge complesso – spiega il vicegovernatore ed assessore al Territorio per la Regione Veneto Marino Zorzato – che sono stati formulati all’indomani dell’approvazione della terza edizione del Piano Casa che finora ha prodotto nel Veneto solo benefici, sul piano economico e occupazionale, dando risposte concrete ai bisogni delle famiglie e delle aziende e migliorando in linea di massima la qualità del patrimonio edilizio esistente”.

Fino a questo momento sono circa 70mila le domande presentate: per una mole di investimenti attivata pari a circa 3 miliardi di euro.

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