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Veneto, sbloccati 130 milioni di euro per l’edilizia sanitaria

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Sono stati sbloccati 130 milioni di euro a favore del Veneto per la realizzazione di interventi di edilizia sanitaria da finanziare con i fondi previsti dall’art. 20 della legge nazionale n. 67/88. Lo hanno reso noto il presidente della Regione e l’assessore regionale alla sanità, al termine della odierna seduta di giunta che ha preso atto della disponibilità di risorse che finanzieranno la programmazione risalente al 2008-2009, per la quale il Cipe aveva già assegnato al Veneto nel 2008 circa 205 milioni di euro.
 
“C’è stato un taglio lineare del 20% – ha spiegato l’assessore – operato dal governo sui finanziamenti collegati al fondo per l’art. 20, estrapolando da qui le risorse per altri ambiti, come il trasporto pubblico locale. Con i 130 milioni di euro rimasti, abbiamo finanziato in toto solo la previsione iniziale per l’ospedale di Treviso (50 milioni di euro), mentre per gli altri 18 interventi presentati con la programmazione 2008-2009 è stata effettuata una riduzione spalmando i fondi in maniera proporzionale. Sentito il Ministero, abbiamo infatti avuto garanzie che, essendo questa una programmazione esistente ratificata da una precedente delibera del Cipe, nella prossima tranche di finanziamenti che dovrebbe essere nella disponibilità del nuovo governo – circa un miliardo – ci saranno i fondi per andare a copertura totale dei 205 milioni. Quindi la differenza tra i 130 milioni ora sbloccati e i 205 milioni previsti sarà erogata nella prossima tranche di finanziamenti dell’art. 20”.
 
“E’ un momento di estrema soddisfazione – ha aggiunto l’assessore – perché non era facile portare a casa questi soldi in un periodo di congiuntura economica assolutamente negativa come quello che stiamo attraversando e che non riguarda solo il Veneto. Del resto se non c’è crescita di PIL è difficile che ci sia aumento dei finanziamenti. La Regione del Veneto, come poche altre regioni a livello nazionale, ha sempre portato a termine tutte le sue programmazioni, con le progettazioni e la presentazione nel rispetto cronologico di tutta la complessa documentazione richiesta dalla procedura, e quindi è sempre riuscita a portare a casa i fondi. Altre regioni non sono riuscire a farlo e, siccome frequentemente l’art. 20 fa capo a finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti, il far rimanere questi fondi nella casse dello Stato e non sfruttarli significa far aumentare il debito pubblico. Questo non è mai successo con il Veneto che ha sempre impegnato tutto quello che è stato programmato, certificato e ratificato con delibere Cipe. La soddisfazione – ha aggiunto – è ancor più grande perché questa volta abbiamo dovuto difendere i fondi del Veneto anche dalle pretese di varie Regioni che, senza la dovuta programmazione, hanno tentato fino all’ultimo di ottenere comunque delle quote di finanziamenti. Dopo i tagli nazionali subiti sarebbe stata una vera e propria beffa.”.
 
L’assessore ha infine fatto presente che non ci sono più state, da parte dell’amministrazione statale, richieste di programmazione dopo il 2009 ed al momento è tutto fermo. Adesso è prevista una nuova disponibilità di un miliardo: saranno presentate dalle Regioni nuove programmazioni e lo farà anche il Veneto che ha molti altri progetti necessari e qualificanti da realizzare. Tra le prossime richieste del Veneto, come già ampiamente annunciato dal presidente, ci sarà anche quella relativa al nuovo ospedale di Padova. 
 
Fonte: Regione Veneto

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