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Zone Franche Urbane, l’Anci contro la cancellazione

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‘’Siamo assolutamente contrari alla cancellazione delle Zone franche urbane che il Governo vorrebbe realizzare: questa decisione annulla un percorso avviato piu’ di un anno fa e poi smentito nei fatti dal Governo’’.

Cosi’ Micaela Fanelli, delegata ANCI alle Politiche comunitarie e Sindaco di Riccia commenta la decisione di revocare le Zfu che, secondo indiscrezioni riportate dalla stampa nei giorni scorsi, sarebbe prevista dalla bozza del decreto legislativo per la riforma degli incentivi alle imprese con il quale il Governo dara’ attuazione alla delega prevista nella legge sviluppo.

‘’E’ l’ennesimo stop alla riforma necessaria degli incentivi. Se le Zone a burocrazia zero nel Mezzogiorno, introdotte dal Decreto incentivi, coincideranno con le 18 Zone franche urbane individuate nel Sud, dovra’ essere applicata una nuova disciplina di aiuto con contributi concessi dai Sindaci solo a beneficio delle nuove iniziative produttive’’, osserva la delegata ANCI.

Fanelli ricorda come l’obiettivo della misura nella sua versione originaria era, invece, quello di prevedere il sistema automatico di defiscalizzazione.

‘’Era l’unico modo per creare delle condizioni eccezionali per la competitivita’ di alcune aree in ritardo, con una scossa, ripresa da esempi europei innovativi’’, osserva.

Le Zone franche urbane dovevano essere la chiave per la riduzione del disagio sociale in quartieri di 22 aree urbane del Paese, tra cui anche Campobasso, attraverso esenzioni fiscali automatiche per le piccole e micro imprese.

Il Governo, pero’, ha fatto dietro front, preferendo a questa formula le Zone a burocrazia zero. Non piu’ sconti su Ici, Irap e contributi da pagare ai dipendenti, dunque, ma aiuti concessi dai Sindaci a beneficio delle nuove iniziative produttive.

‘’Il Piano Mezzogiorno avrebbe potuto valorizzare tale strumento. Quale migliore occasione per riprendere e rilanciare le zone franche, volute da ANCI, Confindustria e tutte le sigle sindacali?’’, si chiede Fanelli. ‘’Invece si preferisce tornare ad una misura ‘tradizionale’ e che in passato non ha dato grandi frutti’’, conclude la delegata ANCI.

Fonte: Anci

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