Abbattimento barriere architettoniche, in Umbria si combatte per erogare contributi

“Vogliamo mantenere vivo il canale di erogazione dei contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati, proseguendo il programma avviato con la L.R. 19/2002 ed evitare che le graduatorie dei richiedenti restino immobili generando sfiducia nella pubblica amministrazione e questo anche se lo Stato non erogherà nessun finanziamento e il bilancio regionale ormai concede pochissime risorse, proprio a causa dei tagli dei trasferimenti nazionali”.

L’assessore regionale alle politiche abitative della Regione Umbria, Stefano Vinti, annuncia così che la Giunta regionale ha deciso di avviare una serie di iniziative per cercare di soddisfare, sia pure molto parzialmente,l’esigenza di attuare una legge molto importante, come quella sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Il problema tra l’altro diventa sempre maggiore con il progredire dell’aspettativa media di vita, ed è sentito fortemente proprio nella fascia di cittadinanza più debole, perchè potrebbe fornire un sostegno, anche se modesto,  estremamente esteso nel numero dei beneficiari e che dunque  diventa significativo nella attuale situazione economica. I benefici nella economia locale, sottolinea Vinti, non riguardano solo i diretti beneficiari che vedrebbero rimborsate le spese sostenute, ma l’intero indotto artigianale e commerciale in cui operano muratori, installatori di impianti, commercianti del settore e professionisti”.

In Umbria ogni anno pervengono mediamente circa 200 nuove domande di contributo corrispondenti ad una richiesta economica di circa 900.000 euro, a fronte di un  finanziamento statale concesso saltuariamente (solo per gli anni 2002, 2005 e 2006) per complessivi 619.131 euro, che è risultato largamente insufficiente a coprire la richiesta proveniente dai Comuni dell’Umbria. La Regione assumendosi il carico di questa evidente esigenza dei cittadini, con la legge regionale 19 del 2002, ha stabilito di finanziare un importo per le finalità previste dalla Legge 13/1989 e, dal 2002 al 2012, i finanziamenti a carico del bilancio regionale hanno superato i 4 milioni e settecentomila euro. Per l’anno in corso sono pervenute ulteriori richieste per circa 850 mila euro. Le nuove domande, acquisite per il 2013, aggiunte a quelle pregresse portano ad un numero di domande inevase di 1.410 + n. 3 interventi parzialmente finanziati e da completare (con domande in attesa dal 2006 e in alcuni casi anche dal 2005), che corrispondono ad un fabbisogno economico complessivo di 6.609.728,54 euro.

Il Ministero delle Infrastrutture, proprio nello scorso mese di ottobre, in riscontro alla richiesta di contributo che la Regione Umbria inoltra annualmente, ha comunicato l’impossibilità ad assegnare i fondi richiesti per mancanza della necessaria copertura finanziaria.  
“E allora, afferma Vinti, se da una parte il Ministero non eroga più finanziamenti alle Regioni, resta innegabile che la Legge 13 del 1989 dopo circa 25 anni di non applicazione necessita di essere aggiornata non solo sotto il profilo tecnico ma anche per gli aspetti giuridico-amministrativi, consentendo una maggiore libertà di scelta delle Regioni su modalità, tempi  e criteri di  erogazione dei contributi, specie se questi sono anticipati dal bilancio regionale e, come accade, non sono rimborsati dallo Stato”.

Nella consapevolezza che l’attuale situazione del bilancio regionale non consente di reperire risorse tali da diminuire sensibilmente il fabbisogno economico, la Giunta regionale ha delegato l’Assessore  regionale alle politiche per la casa ed ai lavori pubblici ad intraprendere tutte le iniziative necessarie presso il Ministero delle Infrastrutture per avanzare proposte e iniziative che possano ridurre i disagi di chi ha diritto ai contributi, anche con eventuali correzioni alla Legge 13 del 9 gennaio 1989 che possano tenere conto, nell’assegnazione dei contributi, di  nuovi criteri basati sul  reddito dei beneficiari.

Nell’ambito delle risorse economiche a carico del bilancio regionale, invece si potrà procedere all’assegnazione dei contributi introducendo criteri di ripartizione degli stessi in base alla capacità di reddito dei singoli beneficiari. “Stiamo lavorando, ha concluso l’assessore Vinti, per introdurre nel prossimo bilancio regionale la previsione delle risorse economiche necessarie per soddisfare almeno parzialmente le richieste di contributo, vista la situazione di criticità di chi ha già eseguito quei lavori di abbattimento delle barriere architettoniche nella propria abitazione che sono  indispensabili per le funzioni della vita quotidiana”.

Fonte: regione.umbria.it

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