Efficienza energetica: ecco i nuovi edifici con finestre fotovoltaiche

È possibile catturare la luce senza incorrere nell’incubo della dispersione di energia? Fino a poco tempo fa questo assunto bordeggiava i margini dell’utopia. Oggi, alcuni studi effettuati dall’Università Milano-Bicocca in rapporto di partnership con il Laboratorio nazionale di Los Alamos (Usa), illustrati su Nature Photonics, stanno permettendo di sviluppare particolari (e al contempo semplici) lastre di plexiglass ricoperte da speciali nanoparticelle fluorescenti capaci di captare e concentrare la luce solare. In questo modo ogni elemento architettonico di un ipotetico edificio ricoperto da questa tipologia di materiale si trasformerebbe in un inedito generatore di energia “green”.

Una tecnologia innovativa
Per oltrepassare il limite della dispersione energetica i ricercatori si sono ingegnati nell’implementare dei “concentratori” solari luminescenti: questi dispositivi sono formati da una lastra plastica o vetrosa nella quale sono incorporate specie otticamente attive (i cromofori) che assorbono parte della luce solare e la emettono nuovamente all’interno della lastra. La luce viene poi direzionata verso i margini sfruttando il fenomeno della riflessione totale interna (lo stesso fenomeno che si concretizza all’interno delle fibre ottiche usate nelle telecomunicazioni) e in quel punto viene trasformata in energia elettrica grazie a piccole celle solari collocate lungo gli spigoli.

L’elevata efficienza energetica non inficia l’estetica
Da un punto di vista visivo e di idoneità degli elementi architettonici a possedere una dignità estetica, scegliendo con cognizione di causa il colore ed il grado di trasparenza del dispositivo è praticamente possibile superare uno dei principali ostacoli alla riuscita del fotovoltaico: ovvero trasformare delle normali finestre in veri e propri elementi fotovoltaici senza cospicui aumenti di costo. Si tratta infatti di una tecnologia che consente di unire quote elevatissime efficienza energetica senza andare a discapito dell’estetica architettonica, permettendo addirittura forme e colori differenti e spalancando nuove opportunità anche dal punto di vista del design.

Per approfondire il tema leggi altre news inerenti all’efficienza energetica su Ediltecnico.it.

La bellezza è anche “smart”
Di questa importante innovazione è stata per ora fornita la “prova di principio”: a parere di Sergio Brovelli, membro del dipartimento di scienza dei materiali dell’Università Milano-Bicocca “questo tipo di innovativa tecnologia è immediatamente scalabile per l’industria e può essere utilizzata nella green architecture e nella building sustainability“. Elementi architettonici “smart” caratterizzati da un’estetica di pregio: tempo di superare questa eterna barriera?

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