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Tutela territorio: Legambiente detta le priorità per il presente
Gestione, valorizzazione e tutela del territorio: necessario un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

Si è tenuto la scorsa settimana a Benevento il convegno “Ecosistema Urbano. Il territorio, gestione, tutela e opportunità” organizzato da Legambiente e dal Comune di Benevento. La città campana avrebbe dovuto ospitare il 26 ottobre scorso la conferenza di presentazione di Ecosistema Urbano XXII edizione, ma dopo l’alluvione che ha colpito pesantemente la città, Legambiente ha deciso di rimandare l’evento proprio al 4 dicembre, proponendo un convegno sul tema della tutela, gestione e valorizzazione del territorio e premiando i vincitori dell’ultima edizione di Ecosistema Urbano.

E dalla città campana, che lentamente sta tornando alla normalità, Legambiente ha ribadito l’importanza di considerare la difesa del suolo e le politiche di prevenzione un tema prioritario del Paese e dell’agenda politica: la prima vera grande opera pubblica da mettere in campo. “Le città – spiega Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente – rappresentano il nodo intorno a cui si intrecciano e dipanano le emergenze umane, ambientali, sociali e culturali del nostro tempo e insieme lo scenario di soluzioni possibili e praticabili. La crisi urbana e i cambiamenti climatici ci obbligano a ripensare in modo diverso il territorio e le città, immaginando un futuro che guardi alla rigenerazione urbana, ad uno nuovo tipo di mobilità urbana, a scelte di vita sostenibili”.

“E in questo futuro – continua Muroni – è importante che vi sia anche un cambio di passo da parte della politica attraverso nuovi interventi territoriali e politiche ad hoc a partire da un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che contenga indicazioni concrete per mettere in sicurezza le persone e adattare i territori e le realtà urbane. I cambiamenti climatici stanno determinando impatti sempre più evidenti nelle città, con rischi per le persone e problemi che in Italia sono resi ancor più drammatici dal dissesto idrogeologico, da scelte urbanistiche sbagliate e dall’abusivismo edilizio. Per questo è imprescindibile ridurre le emissioni di gas serra e investire per la messa in sicurezza dei territori, due obiettivi fondamentali che devono essere fissati in modo obbligatorio nell’accordo internazionale che uscirà dalla COP21 di Parigi”.

In Italia sono circa 6 milioni i cittadini che vivono o lavorano in aree ad alto rischio idrogeologico. Una condizione che interessa il 10% della superficie del territorio nazionale e l’82% dei comuni italiani. I danni legati alle emergenze idrogeologiche degli ultimi 16 mesi ammontano a quasi 8 miliardi di euro, secondo i dati emessi da Italia Sicura, e da maggio 2013 sono stati aperti 40 stati di emergenza, di cui 14 ancora in corso. Dati che evidenziando quanto sia urgente intervenire al più presto attraverso politiche territoriali ad hoc e risorse adeguate.

Per Legambiente gli oltre 600 milioni di euro, per i 33 interventi urgenti contro il rischio idrogeologico resi disponibili dal Governo, sono un’importante e positiva novità, ma rischiano di essere insufficienti rispetto all’ingente mole di danni e alla diffusa presenza di territori a rischio in Italia. Bisogna destinare maggiori fondi alla prevenzione per diminuire i costi delle emergenze. L’associazione ricorda che gli interventi di prevenzione del rischio sono un investimento in termini ambientali ed economici. Si stima che ogni euro di investimenti pubblici ne sviluppa 6. Inoltre la gestione del territorio, attraverso presidi territoriali e il coinvolgimento dei soggetti interessati e delle diverse discipline tecnico-scientifiche permette di creare nuova occupazione a partire da quelle aree, come le aree interne, che oggi sono le più disagiate sotto questo punto di vista.

Proprio per tale motivo l’associazione ambientalista ha ribadito l’urgenza di definire un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici che dia indicazioni concrete per attuare le politiche di adattamento a partire dalle città, e che dialoghi con il programma delle misure di riduzione del rischio che si stanno mettendo in campo.


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