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Abruzzo, chiarimenti sul monitoraggio sismico

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Sulle attività di monitoraggio relative alle valutazioni di vunerabilità e adeguatezza sismica delle strutture e infrastrutture di carattere strategico, la Regione Abruzzo chiarisce.

Nell’anno 2001 Franco Barberi, Capo Dipartimento della Protezione Civile, diffondeva a tutti gli enti pubblici i risultati di una sua campagna di indagine, svolta negli anni 1997-1999 relativa a valutazioni di vulnerabilità sismica su edifici pubblici, strategici e speciali ricadenti nell’Italia Centro-meridionale.

L’analisi era posta a disposizione dei soggetti pubblici proprietari di immobili per le eventuali attività di prevenzione. Successivamente, nel 2003-2004, la direzione Lavori pubblici e la Protezione civile della Regione Abruzzo incaricavano la società Collabora Engineering di effettuare una valutazione più estensiva e approfondita della precedente, sugli edifici scolastici del territorio regionale.

Tale attività vedeva coinvolti tutti i soggetti proprietari di immobili, sia per il reperimento della documentazione tecnica disponibile, sia per il supporto tecnico-logistico durante l’esecuzione dei sopralluoghi. Tale attività è stata il riferimento per la definizione dei programmi di intervento regionali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Nel 2006, in occasione della redazione dell’anagrafe scolastica (L. 23/1996), il servizio edilizia scolastica ha provveduto ad inviare a ciascuno degli Enti locali proprietari di immobili destinati ad attività didattiche, il supporto informatico contenente le schede di rilievo e i risultati sugli immobili di competenza.
Altrimenti non poteva essere essendo, naturalmente, gli stessi soggetti proprietari i titolari degli obblighi di verifica e adeguamento della sicurezza degli immobili.

Prima di questo invio, nel 2004, si avvia, a cura della direzione dei Lavori pubblici e Protezione civile, un’analoga indagine finalizzata alla migliore allocazione delle risorse finanziarie che man mano si sarebbero rese disponibili per la messa in sicurezza sismica degli edifici e delle infrastrutture di carattere strategico e rilevante.

Tale indagine per la provincia dell’Aquila confermava le previsioni dello studio Barberi e modificava solo il tratto territoriale della costa adriatica essendo entrato quest’ultimo nella nuova classificazione del rischio sismico

Anche tale attività vedeva il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti proprietari di immobili, in una prima fase per l’individuazione e la caratterizzazione di massima degli edifici, e in una fase successiva per il reperimento della documentazione tecnica disponibile e per il supporto tecnico-logistico durante l’esecuzione dei sopralluoghi.

Tutte le attività di analisi sono state organizzate in appositi sistemi informativi; questi ultimi sono stati trasferiti al Servizio informatica della Regione per la consultazione on-line.

Inoltre, dal 2001 la Regione ha delegato alle Province le attività di Genio civile afferenti la sismica. Sulla base dei risultati di detta attività e delle priorità discendenti, negli anni 2005-2007 sono stati definiti (con fondi sia regionali che attribuiti dalle OPCM 3602/2004 e 3505/2005) due distinti programmi di verifica sismica delle strutture censite, attribuendo ai soggetti proprietari risorse per le verifiche di adeguatezza sismica rispetto alla nuova normativa.

I programmi prevedevano verifiche nel territorio regionale su circa 280 edifici e su circa 100 ponti e viadotti. Naturalmente, è opportuno ribadire, gli obblighi di messa a norma degli edifici e infrastrutture destinati ai diversi usi resta, in termini generali, in carico ai singoli soggetti proprietari (EE.LL., Aziende, ecc.), così come peraltro ribadito dall’OPCM 3274/2003 che avviava il programma generale di messa in sicurezza in relazione alla emanazione della nuova normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica.

Fonte: www.regione.abruzzo.it

 

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