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Appalti pubblici: il nuovo Regolamento UE

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Il 15 settembre scorso, è entrato in vigore il Regolamento CE 213/2007 che istituisce i nuovi codici del Vocabolario comune per gli appalti pubblici (CPV), ovvero il sistema unico di classificazione degli appalti pubblici finalizzato alla standardizzazione dei riferimenti utilizzati dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori per descrivere l’oggetto dei loro appalti.
 
Il nuovo Regolamento modifica il precedente Regolamento 2195/2002 e le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.
 
Si applica sei mesi dopo la sua pubblicazione (15 marzo 2008), cioè il 15 settembre 2008 per lasciare tempo sufficiente per gli adattamenti tecnici dei sistemi elettronici al nuovo CPV. Inoltre è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
 
 
Il CPV comprende un vocabolario principale che poggia su una struttura ad albero di codici ai quali corrisponde una denominazione che descrive le forniture, i lavori o i servizi oggetto del mercato.
Ad esso è collegato il vocabolario supplementare può essere utilizzato per completare la descrizione dell’oggetto di un appalto. Le voci sono costituite da un codice alfanumerico, al quale corrisponde una denominazione che consente di fornire ulteriori dettagli sulla natura o la destinazione specifiche del bene da acquistare.

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