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Bolzano, arriva il catasto di confine

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Con la legge che semplifica il ripristino e il completamento del libro fondiario, il Consiglio regionale ha approvato anche l’introduzione del catasto di confine.

Per l’assessore Hans Berger, competente nella Giunta provinciale, un passo di grande portata: “Abbiamo creato i presupposti per eliminare i contenziosi sui confini che sfociavano nel ricorso al tribunale.”

L’introduzione del catasto di confine sul modello austriaco è la più importante di una serie di novità nel settore del catasto e del libro fondiario scaturite dalla nuova legge regionale.

“Con il catasto di confine – spiega l’assessore Berger – viene offerta la possibilità di individuare e inserire i confini del proprio fondo non solo nel catasto, come avvenuto finora, ma anche, in accordo con il proprietario della particella confinante, anche nel libro fondiario.”

Gli effetti di questa procedure hanno un’ampia portata: “Finora le controversie sul confine approdavano in sede giudiziaria, in futuro questo non sarà più necessario, se il fondo è annotato nel catasto di confine”, spiega Berger.

La principale innovazione consiste nell’attribuire il potere di iniziativa alle parti private interessate all’identificazione dei confini delle particelle di loro proprietà. A tal fine i proprietari devono inoltrare apposita istanza scritta all’ufficio del catasto competente, allegando un tipo di frazionamento o altra documentazione tecnica.

Come secondo passo, la richiesta delle parti è soggetta ad un controllo tecnico dell’ufficio del catasto competente. Per prepararsi a questo nuovo compito, come spiega Klaus Gänsbacher, direttore della Ripartizione provinciale libro fondiario, catasto fondiario e urbano, “gli uffici lavorano al miglioramento della qualità delle mappe catastali: solo quando garantiscono un’alta precisione si può procedere con l’annotazione nel catasto di confine.”

Attualmente solo il 10% delle mappe presenta la necessaria qualità, ma gli uffici stanno lavorando a pieno ritmo per aumentare la percentuale. Ci vorranno ancora alcuni anni per consentire all’Alto Adige di raggiungere questo standard, “ma in alcuni uffici catastali siamo già a buon punto nel riposizionamento qualitativo, come ad esempio a Bressanone”, sottolinea Gänsbacher.

La nuova legge prevede anche la possibilità di sanare i dati differenti tra catasto e Libro fondiario, considerato che con la digitalizzazione delle mappe sempre più spesso le nuove rappresentazioni catastali sono discordanti rispetto alle risultanze tavolari. Questa correzione avviene attraverso una procedura di ripristino del Libro fondiario, più semplice e veloce, che si limita a gruppi di particelle individuati nel corso dei nuovi rilievi e, quindi, non più necessariamente riferita a un intero comune catastale.

Fonte: Regioni

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