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Edilizia Urbanistica

Bolzano, permessi di costruire in calo del 12,7%

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Nel 2011 sono stati concessi e ritirati permessi di costruire per una cubatura di 3,6 milioni di m³, per due terzi destinati a nuovi fabbricati e per un terzo agli ampliamenti. Rispetto al 2010 si ha una diminuzione del 12,7%, dovuta soprattutto al settore residenziale (-17,4%).

Nel contempo le opere ultimate sono calate in un anno del 12,2%, passando da 3,1 a 2,7 milioni di m³.  La diminuzione riguarda sia i fabbricati residenziali che i fabbricati non residenziali.

Le abitazioni previste dai permessi di costruire sono 2.619, in calo del 20,6%.

Prendendo come riferimento il mese di ottobre per rappresentare l’intero 2011, le imprese iscritte alle Casse Edili sono 1.653 (-5,1% rispetto al 2010). Allo stesso modo diminuiscono i lavoratori attivi (11.136 unità, -6,4%), e le ore lavorate nel corso dell’anno Il 2011 è stato quindi caratterizzato da una decisa flessione dell’attività edilizia, sia per quanto concerne i permessi ritirati che le opere ultimate. La timida ripresa evidenziata dal 2010 non è stata confermata: anche le imprese iscritte alle Casse Edili, i lavoratori attivi e le ore lavorate segnano infatti dati negativi.  Bolzano è maggiormente colpita dalle difficoltà rispetto al restante territorio provinciale, anche per via della scarsità di aree disponibili a nuova edificazione e per l’intensa attività qui svolta in passato.

La Provincia autonoma di Bolzano ha liquidato nel 2011 194,6 milioni di euro per interventi di edilizia abitativa, dei quali 76,3 milioni di euro finalizzati a contributi per la nuova costruzione, l’acquisto e il recupero della prima casa. La modalità di agevolazione più richiesta dai cittadini è rappresentata dai contributi a fondo perduto (71,6 milioni di euro), con un aumento del 15,5% rispetto al 2010. Dietro tale crescita si cela però una fase di incertezza economica: numerosi beneficiari hanno richiesto di ottenere l’importo in via anticipata (ovvero prima della finalizzazione dell’iter di trasferimento di proprietà), pur di disporre di un capitale iniziale con cui acquistare l’abitazione.

Il patrimonio abitativo dell’IPES ammonta, al 31.12.2011, a 13.271 alloggi, con un incremento del 3,2% dovuto a nuove costruzioni. Gli alloggi sottoccupati sono oltre 5 mila. Circa il 6% della popolazione provinciale risiede in un’abitazione dell’IPES; nel comune di Bolzano, in particolare, il 13,1% dei residenti vive in un appartamento dell’Istituto.Nel 2011 sono state presentate presso l’IPES 5.019 domande di alloggio. Il trend decennale vede un continuo aumento sino al 2009 e un calo negli ultimi due anni.E’ stato approvato, tramite delibera della Giunta provinciale, il nuovo programma edilizio dell’IPES 2011-2015. Considerando anche i precedenti programmi, il numero delle abitazioni previste ammonta a 3.453 unità, concentrate per due terzi nei comuni ad alta densità abitativa.

I valori degli immobili oscillano tra 4.003 e 5.194 euro/ m² a Bolzano, e, in media, tra 2.485 e 3.366 euro/ m² nel resto della provincia. Rispetto all’anno precedente, si segnala una stabilità sia a Bolzano che negli altri comuni. I valori massimi sono superiori ai 4.000 euro/m² in 14 realtà comunali, comprendenti Bolzano, Bressanone, i relativi comuni di cinta e i comuni turistici dell’area dolomitica.

I canoni delle locazioni ammontano a 12-17 euro/m² al mese a Bolzano e a 6-10 euro/m² al mese nel restante territorio altoatesino.

I costi dei terreni, parte fondamentale nella determinazione del valore di un immobile, variano, in centro edificato, tra 287 e 418 euro/m². Nel capoluogo tali costi sono però quattro volte superiori.

I valori di mercato del comune di Bolzano hanno quindi ricalcato quanto registrato gli anni precedenti. Probabilmente, data la situazione attuale non positiva del comparto edilizio e immobiliare, nel capoluogo è stato oramai raggiunto il limite massimo per il costo delle abitazioni. Negli altri comuni altoatesini si osserva mediamente una frenata alla tendenza di aumento dei costi delle abitazioni in atto dal 2003. Non sembra conoscere soste invece la corsa dei prezzi nelle aree turistiche dolomitiche e dell’alta Val Pusteria, ove è più sviluppato il mercato delle seconde case.

Fonte: Provincia di Bolzano

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