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Edilizia e ambiente in Veneto

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Finanziamenti per l’edilizia scolastica 
La Regione Veneto finanzierà una vasta azione di intervento di messa in sicurezza e adeguamento alle norme per l’edilizia scolastica. La proposta dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Massimo Giorgetti, è stata approvata durante l’ultima seduta della Giunta regionale, con il finanziamento di 108 interventi e lo stanziamento di contributi per complessivi 14 milioni 366 mila euro.
 
Il volume d’investimenti nel triennio 2007-2009 è pari a 50 milioni di euro i cui oneri sono suddivisi in parti uguali tra Stato, Regione ed enti attuatori (Comuni e Province).
 
“Questo provvedimento risulta estremamente importante – spiega Giorgetti – perché si aggiunge agli sforzi che la Regione compie con il suo solo bilancio, che ogni anno riserva 30 milioni di euro all’edilizia scolastica pubblica e 5 milioni alle scuole materne, elementari e medie.

Rispetto a quanto era previsto nell’anno 2008, ho deciso di stanziare un ulteriore milione di Euro, permettendo in tal modo di anticipare il finanziamento di numerosi interventi che altrimenti sono stati decisi nel 2009. Ancora una volta si dimostra la concretezza delle nostre politiche di sostegno all’istruzione – rimarca Giorgetti – ponendo al centro dell’attenzione la sicurezza nelle strutture che ospitano le attività d’insegnamento, assicurando inoltre luoghi decorosi e confortevoli”.
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La Giunta non autorizza le cave di Enego e Asiago
La Giunta veneta, su proposta dell’assessore agli investimenti strategici Renato Chisso, ha negato le autorizzazioni all’apertura e coltivazione della cava di detrito denominata “Coldarco” in Comune di Enego”, e della cava di marmo denominata “Kaberlaba” in Comune di Asiago, sull’altopiano dei Sette Comuni.

“Nell’assumere le decisioni – ha spiegato Chisso – il governo regionale ha preso atto del parere contrario alle due cave espresso dalla Commissione Tecnica per le attività estrattive. Su entrambe le richieste di autorizzazione si era espressa negativamente anche la Commissione provinciale per le attività di cava e il parere della Provincia è obbligatorio e vincolante”.

Per quanto riguarda il progetto di cava “Coldarco”, la Commissione regionale aveva accolto le motivazioni espresse dalla Commissione provinciale, rilevando inoltre che l’iniziativa ricade in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico e “comporta nelle previsioni morfologiche finali forti elementi di squilibrio idrogeologico e di inaccoglibile disarmonia con il contesto paesaggistico circostante”.

Circa la richiesta di autorizzazione per la cava di marmo “Kaberlaba”, la stessa Commissione Regionale aveva fatto proprie le motivazioni negative della Commissione provinciale, rilevando tra l’altro che non risulta ambientalmente e paesaggisticamente accoglibile l’attivazione di un nuovo e ulteriore polo estrattivo dislocato in zona sostanzialmente ancora integra e visibile dai contesti paesaggisticamente vincolati presenti nella zona.

Fonte: www.regione.veneto.it

 

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