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Edilizia scolastica: il rapporto di Legambiente

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Ancora una volta è Prato il comune italiano con le scuole migliori per sicurezza degli immobili e qualità dei servizi offerti agli studenti. La città toscana si piazza così per il quarto anno consecutivo al primo posto della classifica di Ecosistema Scuola 2009 di Legambiente, seguita da Biella, Terni, Lecce, Forlì, Livorno, Parma e Firenze.

Questa, in sintesi, la graduatoria di “Ecosistema Scuola 2009”, il nono rapporto di Legambiente sull’edilizia e i servizi scolastici nel nostro Paese.

L’indagine che, in assenza dei dati dell’Anagrafe Nazionale dell’edilizia scolastica, rappresenta l’unica ricerca sullo stato degli edifici scolastici italiani, è stata realizzata attraverso l’elaborazione dei dati forniti da 95 amministrazioni comunali (che hanno competenze sulle scuole primarie e secondarie di primo grado) e 62 provinciali (che hanno competenze sugli istituti superiori) sull’analisi di tre principali parametri:
– la qualità della struttura degli edifici in termini di età e di idoneità all’attività scolastica,
– i servizi e le buone pratiche ambientali,
 – i rischi ai quali sono esposti gli istituti.

Secondo Ecosistema Scuola 2009 uno studente che oggi entra nel mondo della scuola rischia di trovarsi ancora in un edificio troppo vecchio (nel 55,62% dei casi costruito prima del 1974), nel 38,14% con urgente necessità di manutenzione.

Nel 2008 in positivo salgono a 62,82% le scuole che negli ultimi 5 anni hanno goduto di interventi di manutenzione (erano 47,11% nel 2007). Nell’80,07% dei casi gli istituti hanno ottenuto la certificazione igienico sanitaria (61,75% nel 2005) e nel 70,33% l’agibilità statica (63,35% nel 2005).

In negativo va segnalato che nemmeno la metà degli edifici risulta dotato dell’importantissima certificazione di prevenzione antincendio, ad oggi solo nel 43,71% degli istituti e sono ancora pochi anche quelli con scale di sicurezza (56,72%). Più diffuse le porte antipanico, presenti nel 91,55% degli istituti, mentre ben il 95,03% delle scuole ha svolto le regolari prove d’evacuazione.

Ancora in moltissimi casi, troviamo scuole situate in prossimità di zone inquinate e a rischio: nel 6,71% dei casi vicino ad antenne ed emittenti radiotv, nel 6,39% ad aree industriali, 4,03% a elettrodotti ad alta tensione, mentre nell’11,83% delle scuole è certificata la presenza di amianto.

Seppur le scuole italiane risultano a tratti carenti in molti aspetti, da Ecosistema Scuola 2009 emerge anche un costante aumento di buone pratiche.
Risulta diffusissima la raccolta differenziata, praticata nel 94% delle scuole: la carta rimane il materiale più differenziato (93,58%), seguita da plastica (62,93%), vetro (51,37%), organico (43,91%) e altri materiali come toner (39,01%) e pile (47,23%).

Sono ormai abbastanza diffuse le mense biologiche, anche se per la maggior parte servono pasti parzialmente bio (76,66%) mentre scendono ancora a 4,88% i pasti serviti interamente bio (8,15% nel 2007).

Infine, è ancora troppo alta la percentuale di scuole che non offre possibilità agli studenti di fare sport per mancanza di strutture (33,42%), solo il 36,62% garantisce il servizio scuolabus, mentre il 78,97% degli istituiti possiede spazi verdi.

“Nonostante alcuni tragici fatti di cronaca abbiano posto all’attenzione dell’opinione pubblica lo stato di emergenza dell’edilizia scolastica nel nostro Paese, – ha dichiarato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – ad oggi non esiste ancora un monitoraggio complessivo e sistematico dello stato di sicurezza delle scuole italiane.

La mancanza di una regia nazionale e di una programmazione regionale non permette di stabilire la priorità degli interventi e di quantificare i finanziamenti necessari per intervenire.

Per questo, Ecosistema scuola si propone come uno strumento di sensibilizzazione e informazione sociale, ma anche come stimolo politico, affinché l’edilizia scolastica diventi ambito prioritario d’investimento su cui puntare.

In tal senso non è più rinviabile il completamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, in gestazione dal ’96, unico strumento che, per modalità tecnica di rilevamento e completezza degli edifici censiti, può rappresentare la base di partenza per politiche adeguate in materia”.

Nel 2008 la ricerca di Ecosistema Scuola è stata ampliata realizzando, in collaborazione con Edison, la prima indagine nazionale volta a definire i criteri di gestione energetica delle scuole.
Tra le note positive della ricerca c’è infatti la crescente capacità delle scuole di rinnovarsi nell’ottica della sostenibilità, anche grazie alle opportunità offerte dalla finanziaria in materia energetica.

Continuano a crescere, infatti, le scuole italiane illuminate da fonti a basso consumo (51,48%), mentre il 6,75% utilizza fonti di energia rinnovabile e il 24,44% (16,49% nel 2007) utilizza altre forme per risparmiare energia, impiegando valvole termostatiche,  strumenti per la regolazione climatica, cellule fotoelettriche.

Sempre più spesso vengono utilizzati materiali sostenibili per la costruzione e ristrutturazione delle scuole e adottate tecniche di bioarchitettura per i nuovi edifici.

Dai materiali più naturali alla progettazione di nuove strutture che sfruttino la luce del sole, la tendenza  è quella di ottenere edifici che incidano il meno possibile in termini di inquinamento e impatto ambientale.

Esempio d’eccezione tra le scuole “amiche del clima” è l’Itis “Augusto Righi” di Chioggia (Ve) a cui nel corso della conferenza stampa è stato consegnato il primo premio di “Kyoto anch’io-la scuola amica del clima”, il concorso di Legambiente e Edison rivolto agli studenti sul risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Tra le 150 scuole elementari, medie e superiori partecipanti all’iniziativa gli alunni dell’istituto di Chioggia hanno presentato il miglior progetto di riqualificazione ambientale ed energetica dell’edificio scolastico aggiudicandosi così un impianto fotovoltaico per la propria scuola.

La graduatoria
Tornando alla graduatoria di Ecosistema scuola 2009, Prato si conferma in testa alla classifica per la qualità degli edifici scolastici, per lo più di recente costruzione, dotati di certificazioni di sicurezza, con la raccolta differenziata molto diffusa e l’ampio utilizzo di energie rinnovabili.

In alcuni casi troviamo addirittura l’istallazione di pannelli coibentati in legno per non disperdere il calore e sistemi di recupero delle acque piovane per l’impianto antincendio. L’amministrazione fornisce il servizio di trasporto scolastico, il servizio mensa è a base di prodotti tradizionali e DOP e gli istituti sono dotati di giardini e aree verdi.

Segue nella graduatoria Biella (2ª) dove l’amministrazione comunale, attraverso regolamento edilizio, ha promosso nelle scuole lo sviluppo di forme energetiche a basso impatto ambientale e ad alta efficienza (coibentazione dei tetti, finestre con vetro-camere, valvole termostatiche). T
erza è Terni, dove in quasi tutti gli edifici è stata realizzata la manutenzione straordinaria e le scuole hanno sviluppato pratiche ecocompatibili come la raccolta differenziata (soprattutto di carta, plastica e vetro) e il risparmio energetico (istallazione di centraline di regolazione climatiche).

Si conferma quindi il centro nord, l’area privilegiata dove si consolida una politica volta a creare condizioni strutturali degli edifici scolastici sempre più sostenibili.

Portabandiera sono in generale le città toscane di Livorno (6ª) e Firenze (8ª) da anni tra le prime dieci della graduatoria di Ecosistema Scuola, ma hanno una buona posizione anche le città emiliane tra cui Forlì (5ª) e Parma (7ª), che rimangono costantemente attente alle condizioni in cui versano gli edifici scolastici, su questioni legate alla manutenzione e alla sostenibilità.

Nonostante il Sud sia rimasto indietro, investendo poco in edilizia scolastica (Messina 86ª, Salerno 84ª, Sassari 83ª), spicca tra i primi posti Lecce (4 ª) concentrata sulle certificazioni, la messa a norma delle scuole e sulle energie rinnovabili.

I grandi centri urbani si distribuiscono in modo omogeneo lungo la graduatoria: Torino (30ª), Roma (35ª)e Napoli (51ª), attente al risparmio energetico (sistema di illuminazione gestito da sensori automatici) e alla messa in sicurezza delle scuole (certificati di agibilità e igienico-sanitari), occupano metà classifica, più in basso c’è Palermo (66ª), che ha fornito alcune scuole di pannelli solari fotovolatici e termici, e Milano (73ª).

Chiude la classifica Genova (79ª), dove l’amministrazione si sta impegnando ad avviare un monitoraggio dei materiali che vengono differenziati nelle scuole. Tra le grandi città bocciate Venezia che non ha inviato i dati, mentre chiudono la classifica Messina (86 ª), Treviso (85ª)  e Salerno (84ª).

“L’edilizia scolastica con 42.000 edifici sparsi in tutto il Paese che necessitano di manutenzione straordinaria ed ordinaria, messa a norma e bonifiche rappresenta per Legambiente una delle grandi opere su cui investire, anche in chiave antirecessione – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente Scuola e Formazione –.

L’entità degli interventi da attuare viene confermata dai dati di Ecosistema scuola 2009, secondo cui sono quasi il 39% delle scuole ad avere bisogno di manutenzione urgente, in pratica quasi 15.000 edifici.

La strada da seguire dalle enormi potenzialità non solo in termini sociali ed educativi, ma anche per reperire risorse per la manutenzione e il miglioramento degli edifici scolastici è sicuramente quella della riconversione energetica. In questo senso Prato, il primo comune in classifica costituisce un ottimo esempio di investimento in energie rinnovabili con 28 scuole dotate di impianti fotovoltaici e un ritorno dal conto energia di più di 300.000 euro solo nel primo anno.”

Dossier

Fonte: www.legambiente.eu

 

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