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Edilizia: la lentezza della burocrazia fa alzare i prezzi

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Una ristrutturazione o la costruzione di una nuova abitazione su un piccolo lotto edificabile in Italia sono due interventi ricchi di insidie, anche se la burocrazia non ha ovunque lo stesso peso: ad esempio, mentre a La Spezia basta aspettare 30 giorni per ottenere un permesso di costruire ad Ascoli bisogna pazientare dieci mesi.

Questo è quanto emerge dal secondo rapporto sull`efficienza dei processi concessori dell`Osservatorio permanente sulla pubblica amministrazione locale (Oppal), nato dalla collaborazione tra il laboratorio Gestitec del Politecnico di Milano, lo studio legale associato Nctm e Assoimmobiliare.

Al questionario hanno risposto 58 Comuni capoluogo di Provincia, rappresentativi del 14% della popolazione italiana. Tra i grandi assenti, Roma.

L`indagine consente di conoscere modalita` e tempi per il rilascio di pratiche urbanistiche (certificato di destinazione, strumenti attuativi, varianti) ed edilizie (permesso di costruire, denuncia di inizio attivita`, oneri di urbanizzazione e cosi` via).

Tra le grandi citta`, ad esempio, i tempi sono completamente diversi: se nel capoluogo lombardo per l`approvazione di una variante urbanistica servono in media 21 mesi, a Firenze e Torino invece ne bastano 12.

Ancora piu` accentuate le differenze per il rilascio di un certificato di destinazione d`uso (documento essenziale per definire le possibilita` di intervento sul fabbricato): si passa dai 30 giorni di Rimini o Perugia, fino alle 24 ore a La Spezia.

Su 58 Comuni una decina (tra cui Belluno, Gorizia e Sondrio e cosi` via) non hanno ancora istituito lo sportello unico per l`edilizia per semplificare le relazioni con i privati che cosi` possono interfacciarsi con un unico interlocutore e non con una pluralita` di uffici.

Ancora il 26% delle amministrazioni gestisce la documentazione urbanistica su supporto cartaceo; solo il 17% possiede le tavole in versione digitale. In media il rilascio o il diniego di un permesso di costruire arriva dopo 99 giorni e, in caso di vincoli (ferroviari, idrogeologici, artistici e cosi` via), i tempi salgono a 144 giorni.

Nella maggior parte dei casi il ritardo e` frutto di una corresponsabilita` tra pubblico e privato.

Lo stesso accade per le ristrutturazioni quando non viene fatta una sufficiente analisi storica del fabbricato

Secondo l`analisi effettuata dal Politecnico di Milano, anche se le variabili sono molteplici e difficilmente quantificabili, e` possibile stimare che, ad esempio, su un investimento di un`impresa edile pari a circa 5 milioni di euro per un piccolo complesso residenziale un ritardo pari a 5/6 mesi faccia lievitare il prezzo finale del 4/5 per cento.

Un costo aggiuntivo, dunque, che verra` poi spalmato sulla messa in vendita delle singole abitazioni.

 Fonti: Ance e Il Sole 24 Ore
 

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