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Emilia Romagna: raccolta differenziata al 40%

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Rallenta nel 2007 la produzione di rifiuti in Emilia-Romagna, mentre la raccolta differenziata arriva a toccare quota 39,8%, centrando di fatto l’obiettivo del 40% previsto dalla normativa nazionale.
Un risultato positivo che viene confermato dalle anticipazioni relative ai primi 6 mesi del 2008, che indicano una crescita  tra il 43 e il 44%, anche questa in linea con l’ulteriore  traguardo del 45% fissato  per il 2008.  

E’ quanto emerge dal “Rapporto sulla gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna” realizzato da Regione e Arpa Emilia-Romagna e presentato a Rimini in occasione di Ecomondo dall’assessore regionale all’ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli.

“I dati del 2007 ci dicono che siamo sulla strada giusta ma  che il cammino è ancora lungo – ha dichiarato Zanichelli. Il prossimo Piano regionale di azione ambientale 2008-2010 metterà risorse aggiuntive per estendere i sistemi di raccolta differenziata e renderli più accessibili ai cittadini. Finanzierà progetti innovativi capaci di portare il recupero e il riciclaggio dei rifiuti a quella dimensione industriale che ancora manca.

Il mercato va orientato alla prevenzione – conclude l’assessore all’ambiente -, dobbiamo ridurre i rifiuti a partire dai prodotti e in questo senso sono strategici sia gli incentivi economici che le collaborazioni con le imprese, la grande distribuzione e le associazioni dei consumatori.”

Nel 2007 in Emilia-Romagna sono stati prodotti circa 2 milioni 930 mila tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione media pro-capite di 676 kg  e un aumento percentuale rispetto al 2006 inferiore a quello registrato mediamente nel periodo 2000-2007: 1,3% contro 1,8%.

Cresce invece la raccolta differenziata che nel 2007 ha interessato 1 milione 167 mila tonnellate di rifiuti con un aumento del  3,5% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi sette anni la crescita media era stata dell’ 1,9%.

Considerando le diverse frazioni merceologiche raccolte separatamente, al primo posto vi sono carta e cartone, seguiti da verde, legno e vetro.
Una quota crescente di rifiuti è rappresentata dagli imballaggi.
Per questo la Regione ha stipulato nel 2007 un protocollo con il Conai (Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi) per incrementare i livelli di raccolta differenziata e il recupero.

Dall’1 gennaio 2008 è obbligatoria inoltre la raccolta differenziata di elettrodomestici e altri prodotti elettrici (cellulari, computer ecc.) che, se abbandonati, possono produrre gravi forme di inquinamento.
In Emilia–Romagna nel corso del 2007 ne sono stati raccolti 3 kg pro capite a fronte di un obiettivo per la fine del 2008 di 4 kg.

Nel 2007 è calata infine del 4% la raccolta indifferenziata, che ha superato di poco 1 milione e 762 mila tonnellate, con un dato medio pro-capite di 407 kg.
Di questi rifiuti circa il 56% va in discarica, il 32% arriva a un impianto di incenerimento, il 9% a un impianto di bio-stabilizzazione, mentre il restante 3% è destinato a combustibile o a recupero di materia.

I dati per provincia e gli impianti di smaltimento
A fronte di un dato medio regionale pro-capite di 676 kg all’anno, la produzione di rifiuti presenta un quadro differenziato nelle diverse province.
Si va infatti dai 791 kg di Rimini  ai 588 di Bologna, passando per i 763 kg di  Reggio Emilia, i 736 di Ravenna, i 734 di Forlì-Cesena, i 697 di Ferrara, i 664 di Piacenza, i 640 di Modena, i 619 di Parma.

Tali differenze sono dovute in parte all’influenza dei flussi turistici (particolarmente significativa nelle province costiere) e in parte al fatto che in alcune province vengono conteggiati come rifiuti urbani anche alcuni tipi di rifiuti commerciali e artigianali, non pericolosi.

Sul fronte della raccolta differenziata, le province che hanno raggiunto i risultati migliori – superiori all’obiettivo del 40% previsto per il 2007 – sono sei e cioè Reggio-Emilia con il 48,7%, Parma con il 45,2%, Ravenna con il 43,7%, Modena con il 42% e Ferrara con il 40,4%. 

L’obiettivo del 40% è stato raggiunto anche in 91 su 176 dei Comuni di medie dimensioni (dai 5 mila ai 100 mila abitanti) e in 41 su 156 dei piccoli Comuni.

Il fabbisogno di smaltimento dell’Emilia-Romagna è soddisfatto dalle 28 discariche controllate, gli 8 inceneritori con recupero energetico e i 12 impianti di selezione meccanica e/o biostabilizzazione .
Questo sistema impiantistico è sottoposto a regolari controlli per valutarne gli impatti su aria, acqua e suolo. Sugli impianti di incenerimento è stato avviato in particolare dal 2007 il progetto Moniter per valutare gli effetti ambientali e sanitari delle emissioni in atmosfera.

Sul fronte della raccolta differenziata in Emilia-Romagna esistono oltre ai cassonetti per le diverse tipologie di materiale anche 350 stazioni ecologiche.

Fonte: www.regione.emilia-romagna.it

 

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