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Gestione e tutela del territorio in Toscana

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I progetti per rendere l’Arno più sicuro saranno oggetto di un’attenzione particolare, monitorati nel loro evolversi, anche a livello locale, da Regione e Autorità di Bacino, convinti della necessità di una cabina di regia ‘rafforzata’ perché l’accordo di programma del 2005 con il governo, un piano allora da 200 milioni, possa davvero prendere forma. E senza ulteriori ritardi.

La decisione è il frutto della riunione che c’è stata tra il presidente della Toscana Claudio Martini, il segretario generale dell’Autorità di Bacino Gaia Checcucci e l’assessore regionale ai parchi e al rischio idrogeologico Marco Betti. Nei giorni scorsi c’era stata un’audizione nella Commissione Ambiente del Consiglio regionale.

I progetti per la messa in sicurezza dell’Arno interessano e sono divisi in cinque grandi macro aree: Province e Comuni sono i soggetti a cui compete attuare i singoli interventi.

Ottantaquattro sono i milioni ad oggi disponibili: 193 quelli che mancano. Un aggiornamento in tempo reale sullo stato di avanzamento delle opere consentirà di risolvere prima (o prevenire) i problemi, tecnici o di altra natura, che potrebbero crearsi. Una soluzione sollecitata anche da Comuni e Province.

«Occorre ripristinare quel comitato di controllo e coordinamento previsto dall’Accordo del 2005, all’interno del quale siederanno il Segretario Generale dell’Autorità, la Regione ed il Ministero» spiegano il presidente della Toscana Claudio Martini e l’assessore Marco Betti.

«C’è un problema di risorse ma anche un’esigenza di un miglior coordinamento» aggiunge Martini. «La ‘nuova’ cabina di regia rafforzata servirà ad ottimizzare pianificazione e progettazione» sottolinea Betti.
Il Comitato – secondo quanto disposto dall’accordo con il ministero di quattro anni fa – dovrà verificare, sulla base di monitoraggi periodici, gli interventi realizzati ma anche valutarne economicamente l’efficacia.

In caso di ritardi o inadempienze, dovrà individuare correzioni o percorsi alternativi. Se del caso, potrà anche proporre una rimodulazione delle azioni previste e naturalmente promuovere gli accordi attuativi per le singole aree in coerenza con gli obiettivi e le finalità dell’accordo del 2005.

Fonte: www.regione.toscana.it

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