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IVA agevolata 10% per ristrutturazioni: quando è possibile applicarla?

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Il regime dell’IVA agevolata al 10% è valido per tutti gli interventi che rientrano nelle categorie di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Andiamo a porre oggi la nostra lente di ingrandimento sulla ristrutturazione edilizia: che cosa si intende con questa definizione e come si delinea il regime dell’IVA agevolata a riguardo? Per rispondere a queste domande ci avvaliamo della consulenza di Lisa De Simone, autrice dell’e-book IVA in edilizia: come applicarla, edito da Maggioli Editore.

Ristrutturazione edilizia: che cos’è
Rientrano nella categoria della ristrutturazione edilizia i seguenti interventi:
– ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi originari dell’edificio; 
– eliminazione, modifica e inserimento di nuovi elementi ed impianti (ad esempio creazione di un secondo bagno con ampliamento della superficie esistente);
trasformazione di un balcone in veranda;
ricostruzione di edifici demoliti;
– modifiche volte al cambio di destinazione d’uso (ad esempio realizzazione di servizi per poter passare dalla categoria di immobile commerciale a quella per uso abitativo).

Questi sono solo alcuni esempi di ristrutturazione edilizia: in linea generale si tratta di tutti quegli interventi interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

IVA agevolata 10%: il regime
Ma qual è il regime dell’IVA per questi interventi? L’IVA agevolata al 10% si applica all’intera realizzazione dei lavori. Inoltre, in considerazione della complessità e della tipologia di interventi da realizzare, nel caso della ristrutturazione edilizia (ed anche nel risanamento conservativo) è previsto dalla legge il pagamento di oneri concessori. Tale obbligo fa sì che sia possibile avere, oltre alla suddetta IVA agevolata sull’intera realizzazione dei lavori, anche l’IVA al 10% sull’acquisto diretto dei beni finiti.

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