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L’articolo 30 bis della Finanziaria 2008 sulle fonti rinnovabili

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Un emendamento all’art. 30 della Finanziaria 2008 è stato approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, l’art. 30 bis, che prevede una riforma radicale del sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili in Italia, nel tentativo di provare a raggiungere il traguardo del 25% del consumo interno lordo di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2012, un target fondamentale come rampa di lancio per obiettivi ben più ambiziosi al 2020. Secondo quanto riportato dal blog “paroleverdi” le modifiche principali apportate al sistema di incentivazione sono le seguenti:

– estensione del conto energia (con riconoscimento di una tariffa fissa) agli impianti da fonti rinnovabili, aventi potenza elettrica inferiore ad 1 MW (Megawatt), per un periodo di 15 anni;

innalzamento del limite entro il quale è applicato il regime dello scambio sul posto, da 20 kWp a 200 kWp;

aumento della quota annua di energia da fonti rinnovabili che i produttori di energia elettrica da fonti tradizionali (combustibili fossili) devono comprare, dall’attuale 0,35% a 0,75%, per tutto il periodo 2007-2012;

– introduzione di un nuovo sistema di incentivazione mediante certificati verdi per impianti di potenza elettrica superiore ad 1 MW (Megawatt), con estensione della validità a 15 anni;

– necessità di stabilire le modalità con le quali gli operatori della filiera di produzione e distribuzione di biomasse sono tenuti a garantire la provenienza, la tracciabilità e la rintracciabilità della filiera.

E’ stato inoltre approvato l’articolo 30 ter che introduce norme per facilitare la diffusione di fonti rinnovabili, l’articolo 30 quater che facilita la connessione, l’acquisto e la trasmissione di elettricità e l’articolo 30 quinquies che rafforza il coordinamento fra lo Stato e le Regioni e rende più incisivo l’impegno delle Regioni, degli enti locali e delle imprese per lo sviluppo di tali fonti.

Se la normativa sulle nuove incentivazioni per l’elettricità da rinnovabili sembra essere molto positiva per il settore, lascia molte perplessità la tariffa fissa di 22 cent€/kWh prevista per l’eolico fino a 1 MW di potenza, se applicata a impianti minieolici che sviluppano una potenza inferiore a 100 kW. Tali impianti verrebbero penalizzati anche rispetto all’attuale meccanismo dei certificati verdi; l’incentivo proposto verrebbe a creare una notevole disparità di trattamento non solo rispetto ad altre fonti (come il fotovoltaico) ma anche rispetto agli stessi impianti eolici di taglia più grande. Da un calcolo del Kyoto Club l’ipotesi di tariffa ai fini di un ritorno dell’investimento in almeno 5 anni per tali impianti sarebbe di 40-45 c€/kWh.

La nuova regolamentazione passerà al vaglio della Camera dei Deputati dove sarà possibile fare ulteriori modifiche.

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