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Lavori pubblici, Delrio e l’importanza delle infrastrutture in Italia

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Infrastrutture decisive per portare avanti lo sviluppo del paese: questo il senso sotteso alle parole del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, intervenuto ieri a Noventa Vicentina in occasione dell’inaugurazione dell’ultimo tratto a sud dell’autostrada A31 Valdastico. “Dopo tanti anni mi pare importante – ha detto Delrio – perché permette di collegare aree ad altissima densità industriale. Molto bene, l’Italia ha bisogno di completare le opere”. Il rappresentante di governo ha anche parlato della difficile partita riguardante il prolungamento verso nord dell’arteria, dove c’è l’opposizione del Trentino. “Stiamo lavorando su questo pezzo – ha osservato -, abbiamo avviato le procedure del comitato paritetico. Ho molta fiducia che la responsabilità istituzionale fra Veneto e Trentino, sotto il nostro coordinamento, potranno trovare soluzioni giuste, che verranno discusse con le popolazioni in maniera trasparente. Come ho già detto la parte nord non riceverà contributi dello Stato. Dovremo trovare il tracciato compatibile al massimo dal punto di vista paesaggistico e ambientale”. Secondo Delrio “ci sono le potenzialità per avere una discussione senza pregiudizi, sapendo che la scelta strategica del Governo è la scelta del ferro: noi mettiamo miliardi per il corridoio del Brennero, mettiamo miliardi per la Torino-Lione dove vogliamo spostare il transito delle merci. È chiaro che questa scelta di completamento non intacca la scelta di fondo del governo italiano, che è di diventare un paese dove le merci viaggiano attraverso ferrovia“.

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L’appello del ministro Delrio è per un percorso comune di risoluzione dei problemi: “Serve una buona programmazione che dipende dalle scelte delle amministrazioni. Non ci sediamo più ai tavoli dicendo fateci la lista delle opere, diciamo diteci le priorità. E una delle priorità in Italia è quella di creare le connessioni tra punti di trasporto che non si parlano. Noi abbiamo degli interporti che non parlano coi porti, dei porti che non sono collegati alla ferrovia, degli aeroporti che non sono serviti dai treni. Il vero ritardo in questo paese sta in un pensiero collettivo: noi dobbiamo studiare le idrovie insieme ai porti alle vie ferrate e agli interporti. Altrimenti non è possibile pensare allo sviluppo. Perdiamo oltre 50 miliardi di euro di logistica all’anno in costi aggiuntivi per le nostre imprese. 50 miliardi è più di una manovra finanziaria. Voglio ragionare di questo”.

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