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Lazio: fondi per rinnovabili e legge architettura sostenible

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** Con l’obiettivo di sostenere l’utilizzo del rinnovabile di energia nell’industria, artigianato, terziario, agricoltura, la Giunta Regionale, su proposta dell’assessore regionale all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli Filiberto Zaratti, ha approvato con delibera, durante la sua ultima seduta, delle Linee Guida che prevedono deleghe alle cinque Province del suo territorio per l’erogazione di contributi in conto capitale a sostegno dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia nell’edilizia (concessi nella misura minima del 20% e massima del 40% della spesa ammissibile).

Il provvedimento approvato comprende, inoltre, finanziamenti per il contenimento dei consumi energetici nei settori dell’industria, dell’artigianato e del terziario e incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili nel settore agricolo.

È prevista la concessione di contributi per un importo totale di 8.336.340 euro; il finanziamento, come concordato nel tavolo tecnico promosso dalla Regione con le Province, è stato ripartito, per il 30% dell’importo – pari a 2.500.902 euro – in parti eguali tra le cinque Province: Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo. Il restante 70% dell’intervento, pari a 5.835.000 €, sarà suddiviso in base alla popolazione residente delle diverse province, secondo i dati Istat 2001.

Di conseguenza, alla Provincia di Frosinone vanno 1.053.276,34 €; alla Provincia di Latina 1.060.882,80 €; alla Provincia di Rieti 668.437,92 €; alla Provincia di Roma vanno 4.723.938,31 € e alla Provincia di Viterbo 829.804,65 €.

La lista degli interventi ammissibili (.pdf)

** Una proposta di legge mette inoltre gli abitanti del Lazio in condizioni di ottenere più facilmentele autorizzazioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
E’ stata inoltre introdotta una circolare di semplificazione del 19 luglio 2007, congiunta Ambiente-Urbanistica, per l’installazione degli impianti termici in aree non vincolate.
Il provvedimento, approvato dalla giunta, modifica l’art. 51 della Legge regionale 14/99 – “Funzioni e compiti delle Province” – per l’autorizzazione all’installazione e all’esercizio degli impianti di produzione di energia, secondo quanto previsto dall’art. 12 comma 3 del decreto legislativo 387/03 in materia di energie rinnovabili.

** A proposito di impatto ambientale, energia e fonti rinnovabili, ricordiamo che il Consiglio Regionale ha approvato la legge sull’architettura sostenibile e la bioedilizia. Una legge che ha l’obiettivo di promuovere la qualità e la sostenibilità ambientale degli edifici, tanto pubblici quanto privati, introducendo norme obbligatorie per il rilascio delle concessioni edilizie e per quanti effettuano lavori di ristrutturazione straordinaria utilizzando lo strumento della dichiarazione di inizio attività (Dia), salvaguardando solo i procedimenti edilizi già in corso.

“Un altro tassello verso una regione che concilia le necessità di una società che cresce, ma guarda ai grandi temi dell’impatto ambientale e del risparmio energetico come eccezionali opportunità di sviluppo, non solo di difesa del territorio – ha dichiarato il presidente Marrazzo – una legge frutto della definitiva maturazione di una cultura diffusa che investe sulla modernizzazione e su un effettivo miglioramento della vita dei cittadini. Una cultura testimoniata dall’approvazione unanime di un testo di iniziativa consiliare. Spero che il comparto dell’edilizia, così importante per la nostra economia -ha concluso Marrazzo- sappia cogliere la sfida che abbiamo lanciato: per il futuro dobbiamo puntare più sui progetti di qualità”.

“Dal giorno dell’entrata in vigore della legge nessuno nel Lazio potrà più richiedere licenze edilizie senza prevedere negli edifici sistemi di risparmio idrico e di produzione di almeno 1 kilowattora di corrente elettrica e del 50% dell’acqua calda a partire da fonti rinnovabili – ha spiegato l’assessore Astorre – in particolare per il risparmio idrico sarà obbligatorio realizzare sistemi di recupero delle acque piovane, di riuso delle acque grigie per gli usi compatibili, di istallazione di cassette con scarichi differenziati nei bagni e di rubinetteria dotata di miscelatore aria-acqua".

Un’altra parte della legge, che per essere operativa ha bisogno di norme di attuazione prevede invece incentivi e contributi per quanti volontariamente decideranno di realizzare edifici a uso abitativo, commerciale e industriale, che rispettino le regole previste dal Protocollo regionale sulla bioedilizia.

Norme che prevedono il risparmio di energia e di acqua, l’utilizzo di materiali ecologici e non nocivi per la salute umana, e la realizzazione di costruzioni che garantiscano benessere e sicurezza a chi li abita o ci lavora. La certificazione del rispetto di queste norme sarà affidata a professionisti estranei alla progettazione e alla costruzione, mentre i controlli sono delegati ai Comuni.

Altro punto qualificante della legge è l’obiettivo di ridurre la pressione degli insediamenti urbani sui sistemi naturalistici, al tempo stesso privilegiando il recupero di aree degradate piuttosto che il consumo di nuovo territorio. Infine, ma non meno importante, è stato previsto che i fondi destinati a interventi di edilizia residenziale pubblica siano vincolati per il 60% alla realizzazione di edifici che perseguono i fini stabiliti dal Protocollo sulla bioedilizia.

Fonte: www.regione.lazio.it

 

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