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Lombardia: ecco le nuove norme sul consumo di suolo

Consumo di suolo

Nella Regione Lombardia si concretizzano alcune rilevanti modifiche alla normativa su consumo di suolo e antisismica. Al centro l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo conferendo maggiori poteri ai Comuni e favorendo la rigenerazione urbana e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.

Consumo di suolo: cosa cambia in Lombardia

Le novità sono state introdotte in questi mesi sul fronte dell’urbanistica e dell’edilizia attraverso la legge regionale 16/2017 che allunga la fase transitoria di applicazione della l.r.  31/2014 sul consumo di suolo e la l.r. 15/2017 sulla semplificazione in cui sono contenute delle norme in materia sismica.
In base alla l.r. 16/2017, la Regione deve provvedere all’adeguamento del Piano Territoriale Regionale (PTR), il piano che individua i criteri e gli indirizzi per contenere il consumo di suolo, entro il 31 dicembre 2017.
A partire da questo momento, Province e Città metropolitana di Milano avranno due anni per l’adeguamento dei loro Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP). Sarà poi la volta dei Piani di Governo del Territorio (PGT).
La novità della nuova norma consiste nelle varianti ai PGT nella fase transitoria: i Comuni potranno approvare varianti più restrittive (sul fronte del consumo di suolo) di quelle regionali (varianti in riduzione) o potranno prevedere l’applicazione del bilancio ecologico non superiore a zero.
Per ampliamenti di attività economiche esistenti si potrà optare per le varianti con AdP a rilevanza regionale, ovvero il consumo di suolo generato da queste varianti verrà conteggiato a livello regionale e provinciale; esse non concorreranno alla contabilità comunale di consumo di suolo.

Novità in materia di antisismica

Con riferimento alle novelle in materia di antisismica i cambiamento si sostanziano in:
– esclusione dalla disciplina regionale degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, che saranno successivamente individuati da un atto della Giunta Regionale;
– esclusione dalla disciplina regionale degli interventi di competenza statale;
– esclusione dalla disciplina regionale degli interventi su immobili distrutti o danneggiati da eventi sismici per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

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