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Edilizia Urbanistica

Manovra finanziaria: sanatoria sugli immobili fantasma

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Dai tagli ai ministri, passando alle finestre per la pensione fino ai pedaggi per i raccordi autostradali. Via inoltre alle Province più piccole, cioè quelle sotto i 220.000 abitanti che non confinano con Stati esteri e non ricadono in Regioni a statuto speciale. Spunta anche una tassa fino a 10 euro che può essere introdotta per ‘Roma Capitale’.

Mentre non ci sono più le misure sui giochi che avrebbero previsto una stretta sul gioco clandestino, ma che, nonostante le anticipazioni, non sono state inserite nella manovra. Il ‘mix’ di misure per correggere i conti appare ormai tracciato. […]

Tra le misure contenute nella manovra viene confermata invece la sanatoria sugli immobili fantasma.

Si ipotizza però un ampliamento di questa norma. Come in tutti i condoni la proposta potrebbe arrivare in Parlamento. La sanatoria andrà fatta entro il 31 dicembre.

A riguardo non si è fatto attendere il commento dei professionisti, in primis quello del Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesagigsti Conservatori.

“L’ipotesi che, con il pagamento di una lieve sanzione amministrativa, sia possibile procedere alla indiscriminata regolarizzazione di tutti gli immobili realizzati abusivamente sul territorio nazionale (da alcune fonti quantificati in circa 1.500.000 edifici) appare sconcertante – sottolinea il Cnappc – . Pur comprendendo la necessità dell’Esecutivo di reperire ingenti risorse economiche per la Manovra Finanziaria, il Consiglio Nazionale degli Architetti, (CNAPPC) esprime la propria contrarietà verso possibili generici provvedimenti di sanatoria del patrimonio edilizio, realizzati in assenza di autorizzazione ed in contrasto con gli strumenti urbanistici.

“Un eventuale “censimento degli immobili fantasma” oltre a premiare di fatto gli abusi e penalizzare invece chi, tra professionisti e committenti – aggiunge – , ha operato nel rispetto delle regole e della collettività costituirebbe, infatti, uno vulnus irreparabile per il territorio e per l’ambiente che costituiscono una delle principali risorse, anche economiche, del Paese”.

“Al di là  della ovvia richiesta di escludere gli immobili edificati abusivamente in aree di vincolo (paesistico, ambientale, geologico, sismico, ecc. …) il Cnappc chiede che tale procedura sia consentita soltanto per gli edifici che possono essere sanati dal punto di vista urbanistico, auspicando che per gli altri si proceda all’erogazioni di adeguate sanzioni.

Come già  da noi evidenziato invece il Paese ha necessità di un “Piano Casa Evoluto” sul recupero delle periferie urbane che non solo sarebbe fonte di notevoli introiti erariali, ma che consentirebbe anche una sostituzione edilizia consistente di ampie parti urbane inadeguate dal punto di vista sismico, energetico e qualitativo, riavviando nel contempo un mercato oramai asfittico.

Al contrario una possibile ennesima sanatoria determinerebbe, infatti, già nel medio periodo, una forte incentivazione di quell’abusivismo edilizio che costituirebbe un gravissimo fenomeno di depauperazione di un patrimonio collettivo”. 

Fonti: Ansa e www.awn.it
 

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