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Nuovo piano paesaggistico in Campania

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Una rivisitazione dei vincoli di varia natura (paesaggistici e ambientali) che spesso ingessano il territorio regionale e la possibilità di intervenire laddove la legge lo consente sulle aree più degradate con abbattimenti e una nuova pianificazione che preveda l’obbligo della compensazione ambientale, una misura di ristoro all’insegna della pubblica utilità da definire con Comuni e Soprintendenze.

Sono i capisaldi del nuovo piano paesaggistico regionale, il disegno di legge approvato dalla giunta regionale nell’ultima riunione e illustrato oggi alla stampa dall’assessore all’Urbanistica Marcello Taglialatela.

La proposta di legge approderà ora in Consiglio regionale con l’obiettivo di vedere la luce prima della pausa estiva. Il principio fondamentale su cui il piano interviene è fare chiarezza nella selva di vincoli, spesso indistinti, che gravano allo stesso modo su aree dalle diverse esigenze e riconsiderarli con gradualità diverse grazie a un articolato lavoro di mappatura del territorio: “Non è possibile che ci siano gli stessi vincoli – ha spiegato l’assessore Taglialatela – su aree dalla connotazioni diverse. Per fare un esempio, oggi su Amalfi e Ravello pesano gli stessi vincoli presenti sull’area Nocerino-Sarnese.

Il piano si propone di fare chiarezza armonizzando tutti gli strumenti sottostanti (Ptr, Ptcp, Puc) ponendo rimedio a un vuoto legislativo e alle storture derivanti dal commissariamento cui fu sottoposta la Regione nel 2004″.

Il testo è la diretta emanazione del protocollo d’intesa siglato nel dicembre 2010 con il Ministero per i Beni Culturali con la quale si restituiva alla Regione la delega a redigere il piano e definisce le priorità paesaggistiche. “Una legge attesa da moltissimi anni – ha sottolineato Taglialatela – e che testimonia la volontà tenace di questa giunta di intervenire sull’ambiente valorizzando il paesaggio.

E’ il quarto provvedimento in materia che in un anno e mezzo di attività”. Il piano spinge molto sulla sburocratizzazione delle procedure necessarie per modificare strumenti normativi favorendone la disciplina attraverso atti di natura amministrativa ed interagisce con i diversi livelli di pianificazione, il Ptr approvato nel 2009, i Puc e i Ptcp (i piani provinciali allo stato approvati in tre province su cinque, mancano quelli di Napoli ed Avellino attesi entro fine marzo).

Il nuovo piano paesaggistico intende promuovere anche progetti di riqualificazione ambientale in aree di particolare degrado procedendo laddove possibile, e nel rispetto dei vincoli idrogeologici e di natura sismica, alla restituzione di paesaggi perduti ma anche alla costruzione di nuovi.

Verrà istituito un osservatorio regionale per la qualità del paesaggio. “La possibilità di abbattere e ricostruire edifici vecchi e degradati, penso ad esempio alla Cementir a Bagnoli, – ha sottolineato Taglialatela – sarà accompagnata dall’obbligo di prevedere una ricompensa ambientale (un parco, o il ripristino di un’area di pubblica utilità) da definire con il Comune non necessariamente nella zona interessata dalla pianificazione”.

Ma nessuna sanatoria mascherata come qualcuno potrebbe temere: “Il principio – ha osservato – è che non si può abbattere tutto indistintamente ma bisogna valutare caso per caso per poi pianificare nel rispetto delle regole”. Ora tocca al Consiglio regionale: “E’ una priorità sulla quale lavoreremo – assicura il presidente della quarta commissione Domenico De Siano – e prima dell’estate sono certo che avremo il nuovo piano”.

Fonte: Ansa

 

 

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