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Piano Casa, approvate le modifiche in Puglia

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La Puglia recepisce per prima le norme urbanistiche contenute nel decreto sviluppo varato dal governo nazionale.

Lo fa grazie all’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale pugliese del disegno di legge che modifica il cosiddetto ‘piano casa’ (la legge regionale n.14 del 2009) e, appunto, recepisce le norme del decreto sviluppo.

“Siamo la prima regione italiana – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, esprimendo apprezzamento per l’approvazione – a dotarci di uno strumento che punta a migliorare i nostri centri abitati e la qualità edilizia, consentendo interventi importanti di qualificazione residenziale e ambientale e misure di contrasto del degrado urbano, assicurando allo stesso tempo una boccata d’ossigeno all’industria edile ed all’occupazione”.

“La rapidità con cui la Regione ha proceduto al recepimento delle norme nazionali adeguandole e adattandole alle esigenze del territorio – ha poi spiegato l’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente – deriva dal fatto che azioni, fini e incentivi erano già presenti nella legislazione pugliese da diversi anni”.

Nel Titolo I, la parte riguardante le modifiche al ‘piano casa’, sono state previste maggiori concessioni per l’ampliamento della volumetria complessiva, ulteriormente incrementabili in presenza di alcuni indicatori, purché gli immobili interessati risultino regolarmente accatastati.

Nel Titolo II il recepimento della materia urbanistica con norme consente di procedere ad una più rapida riqualificazione ambientale attraverso la demolizione di manufatti edilizi collocati in zone sensibili e residenziali, la loro ricostruzione nonché di delocalizzarne le volumetrie.

Gli incentivi offerti in termini di maggiori volumetrie a chi si avvarrà di tali possibilità, variano da un minimo del 10% ad un massimo del 35% in più delle volumetrie originarie.

Incentivata anche la riqualificazione ecologica degli edifici ricadenti nelle aree urbane degradate, e la riqualificazione fisica e funzionale di aree interessate dalla presenza di edifici produttivi dismessi purché privi di qualità architettoniche e la delocalizzazione di edifici produttivi da aree destinate ad usi non compatibili.

Fonte: Ansa

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