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Piano Casa: contributo per gli affitti agevolati

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Cofinanziamento statale massimo del 30% per le case in affitto a canone «sostenibile, anche trasformabile in riscatto» con un contributo extra di 10mila euro per ciascun alloggio ad alto risparmio energetico.

Le case realizzate con il contributo statale dovranno restare vincolate all`affitto per almeno 25 anni e avere un canone fino al 70% degli affitti a canone concordato.

Sono alcune delle indicazioni che si leggono nella “bozza“ di Dpcm attuativo del piano casa, previsto dall`articolo 11 del Dl 112/2008.
Pur non escludendo ulteriori ritocchi, gli undici articoli della bozza non hanno quasi piu` spazi in bianco, salvo la cifra dei fondi statali disponibili, a oggi non ancora quantificati con esattezza.

Una volta confermata ufficialmente, la bozza avra` di fronte il passaggio piu` difficile: il confronto con Comuni e Regioni, che non fanno mistero di non aver gradito alcuni aspetti del piano casa e che anzi stanno considerando un ricorso alla Corte costituzionale contro il programma.

Il cofinanziamento statale e` riservato agli alloggi realizzati in quattro modi:
– vendendo il patrimonio Iacp;
– con il project financing;
– attraverso coop abitative;
– con «programmi integrati di promozione edilizia anche sociale».
Solo in quest`ultimo caso il contributo statale sara` ripartito fra le Regioni.

I programmi abitativi potranno essere parte di piu` ampie operazioni urbanistiche, anche di sostituzione edilizia, eventualmente abbinate a infrastrutture di mobilita`.
Ampia la gamma delle procedure attuative:
– accordo di programma promosso dal ministero delle Infrastrutture, senza che sia necessaria l`intesa in Conferenza unificata (se non arriva entro 90 giorni);
– project financing e procedure della legge obiettivo.

A sbloccare ritardi su tempi procedurali o realizzativi potra` intervenire il ministero delle Infrastrutture «con le modalita` che saranno definite con apposito decreto ministeriale». A tutte queste corsie preferenziali potranno accedere anche interventi che non godono di contributi pubblici ma rispondono alle «finalita`» del piano casa.

Il bonus "ecologico" di 10mila euro ad alloggio (sociale) verra` concesso solo con un rendimento energetico «in grado di limitare il fabbisogno di energia primaria» per mq/anno di almeno la meta` dei valori indicati dal Dlgs 192/2005.

La bozza reca anche una griglia di criteri in base ai quali selezionare le proposte da ammettere a contributo:
– quota di investimento privato;
– quota di alloggi a canone sostenibile;
– efficienza energetica;
– grandezza del Comune;
– «salubrita`, vivibilita` e sicurezza dell`alloggio».
In caso di “pari merito“, alcuni elementi potranno fare la differenza. Tra queste domande di alloggio «validamente in graduatoria in ragione di procedure esecutive di rilascio delle abitazioni».

Questi aspetti saranno definiti con un decreto apposito che nominera` anche le commissioni per selezionare le proposte, con rappresentanti di Infrastrutture, Regioni e Comuni.

C`e` poi il «sistema integrato di fondi immobiliari», cui sono dedicati i nove commi dell`articolo 10. Il sistema e` imperniato su un «fondo di investimento nazionale» partecipato dalla Cassa depositi e prestiti e articolato in una «rete di fondi immobiliari e di investimenti» pubblici e/o privati da promuovere localmente.

La “bozza“ indica in 150 milioni il contributo statale al fondo, che potra` partecipare ai fondi locali fino al 40% dell`investimento. Ma il limite potra` essere superato «ove necessario ed espressamente motivato» limitatamente al 10% dell`ammontare complessivo del fondo.

Il fondo nazionale prevede sia l`apporto dei fondi strutturali, sia l`intervento del Fondo europeo degli investimenti. Un gruppo di lavoro presso le Infrastrutture dovra` definire, fra l`altro, il piano per avviare il fondo, la sua dimensione, i criteri di partecipazione agli investimenti locali, i requisiti della sgr, lo schema di regolamento.

La durata e` gia` indicata: 30 anni. Fra gli «strumenti innovativi», che l`Economia potra` attivare per sostenere questa architettura, ci sono fondi di garanzia, «forme di finanziamento in pool» e «piani di “risparmio casa“ che favoriscano il riscatto a medio termine degli alloggi anche in collaborazione con istituti bancari».

Fonti: www.ance.it e Il Sole 24 Ore

 
 

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