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Piano Casa Veneto: il TAR dissipa alcuni dubbi applicativi

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Il Piano Casa implementato dalla Regione Veneto ottiene importanti (ed altrettanto interessanti) risultati: “Finora l’applicazione del Piano Casa in Veneto – spiega in maniera esauriente l’assessore al Territorio Marino Zorzato – ha visto la presentazione di circa 70mila domande, attivando investimenti pari a circa 3 miliardi di euro e come stimato dalla Associazioni di categoria circa 20mila posti di lavoro salvati e 7mila piccole imprese che hanno evitato la chiusura. È di qualche giorno fa l’approvazione da parte della giunta veneta di una circolare esplicativa, che fornisce indicazioni al fine di superare eventuali dubbi interpretativi e rendere uniforme l’applicazione delle norme regionali nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di tutela dell’ambiente e del paesaggio. Erano impegni che avevamo preso con le autonomie locali e che abbiamo rispettato. La nostra disponibilità al confronto è ed è sempre stata massima”.

Proprio la settimana scorsa, infatti, la Regione Veneto ha chiarito alcuni dubbi in merito ad alcuni punti di non immediata comprensione inerenti all’applicazione delle norme regionali che hanno reiterato la legge regionale n. 32/2013 (il contenitore normativo che esplicita il Piano Casa). A tal fine la Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta, ha adottato in via definitiva una circolare esplicativa. Per saperne di più leggi l’articolo Veneto: il Piano Casa genera cospicui investimenti.

L’obiettivo dell’amministrazione veneta attraverso tale piano è certamente quello di migliorare la qualità abitativa al fine di preservare, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente, nonché favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e delle fonti di energia rinnovabili.  E non soltanto: tra gli altri obiettivi sottesi al Piano si allineano anche l’incentivazione all’adeguamento sismico e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti, oltre alla volontà di dirigersi verso la demolizione e ricostruzione in area idonea di edifici esistenti che ricadono in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica. Grande interesse poi insiste sulla volontà di favorire la rimozione e lo smaltimento della copertura in cemento-amianto di edifici esistenti.

Nel frattempo il TAR Veneto ha invalidato la delibera del Comune di Asiago che si opponeva all’applicazione del Piano Casa regionale sul suo territorio. In proposito ecco le parole di Zorzato: “Era evidente già al momento dell’approvazione della legge sulla terza edizione del Piano Casa che un comune non può decidere di disapplicare una norma. Nonostante avessi dichiarato fin da subito la disponibilità della Regione a valutare qualsiasi proposta, purché migliorativa, e su queste basi aprire il confronto in qualsiasi momento, qualche comune ha voluto proseguire sulla strada del muro contro muro. Mi sembra più che lecito chiedersi ora: con quali vantaggi per i cittadini?”

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