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Professione, al via il nuovo sistema previdenziale per architetti, ingegneri e geometri

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Anno nuovo, nuovo sistema di previdenza per i professionisti tecnici, in particolare per architetti, ingegneri (facenti capo a Inarcassa) e geometri.

La riforma è strutturale e i motivi sono due:
– il primo, e forse più importante, è la necessità degli enti pensionistici di categoria di garantire una sostenibilità dei conti a 50 anni, come è richiesto dalla legge 214/2011);
– il secondo è rappresentato dall’esigenza di adeguarsi all’allungamento progressivo dell’aspettativa di vita che, naturalmente, incide sulla gestione previdenziale.

Ci sono molte novità che ci interessano perché riguardano, oltre che i consulenti del lavoro, gli architetti e gli ingegneri.

Dal primo gennaio 2013 debutterà un nuovo metodo di calcolo delle pensioni. La solidità del bilancio delle casse dei professionisti più vecchie ora si è alzata a 50 (prima era 30, prima ancora 15). Tali casse quindi devono approvare riforme ad hoc. Con casse “più vecchie” s’intendono le gestioni previdenziali privatizzate nel 1994, cioè quasi 20 anni fa, nate con un sistema retributivo che riconosceva a fine carriera un trattamento pensionistico avulso dai versamenti realmente effettuati per tutto il periodo di lavoro, quindi per tutta la vita in sostanza.

Già la Finanziaria del 2007 mise in discussione tale generosità eccessiva e fu proprio quella Finanziaria che chiese agli enti di garantire bilanci solidi per 30 anni.

A novembre il Ministero ha dato il via libera alle riforme per la sostenibilità che devono assicurare l’equilibrio finanziario nel lungo periodo per i sistemi previdenziali dei professionisti. Prima del 30 settembre tutti i professionisti (eccetto i ragionieri, ancora in attesa) hanno inviato ai ministeri tali riforme. Che sono state anche pubblicate in Gazzetta Ufficiale.
Pena per chi non ha rispettato le richieste del legislatore, quali sono state le conseguenze? Il passaggio al metodo contributivo e il contributo di solidarietà per il 2012 e il 2013 a carico per l’1% dei pensionati.

 I geometri coinvolti nel cambio di sistema previdenziale sono in tutto 95.419, gli ingegneri e gli architetti (che fanno riferimento a Inarcassa) sono 160.802.
Entra quindi in vigore il nuovo Regolamento generale di Previdenza 2012 di Inarcassa.

Cosa cambia per gli Architetti e gli ingegneri (facenti riferimento proprio a Inarcassa) dal primo gennaio 2013?
Le cose più importanti:
– sono passati al metodo di calcolo delle pensioni di tipo contributivo;
– l’aliquota soggettiva rimane al 14,50%;
– quella integrativa al 4%;
– si aggiunge un anno di età pensionabile (oggi è di 65 anni per uomini e donne) con gradualità dal 2013 (tre mesi all’anno).

Più nel dettaglio:
– gli Architetti e gli Ingegneri liberi professionisti andranno in pensione a 62 anni d’età, con 35 anni di contributi versati e una riduzione dell’importo;
– dal 1 gennaio 2013 il contributo soggettivo obbligatorio salirà dell’1%, dal 13,5% al 14,5% e avrà un ammontare di un minimo di 2.250 euro (prima era di 1.645 euro). Il contributo minimo dovrà essere versato, dal 2013, anche dagli iscritti Inarcassa già in pensione ma che continuino a fare la professione. Al contributo soggettivo si può aggiungere un contributo facoltativo fino all’8%;
– tutti gli iscritti agli Albi devono versare un contributo integrativo del 4% del volume d’affari dichiarato ai fini Iva, indipendentemente dal pagamento effettivo da parte del debitore: il contributo sarà dovuto anche nei rapporti di collaborazione e verrà applicato su tutte le fatture emesse. Per chi non ha committenti iscritti a Inarcassa non cambia niente; chi ha rapporti con altri professionisti iscritti da gennaio invece che corrispondere i contributi minimi può riscuotere il 4% che compenserà il contributo integrativo minimo fisso;
– è obbligatorio versare un contributo di solidarietà dell’1% della quota di pensione (in base al sistema retributivo) o del 2% se il pensionato continua a essere iscritto a Inarcassa, oppure se ha la pensione di anzianità;
– non esiste più la pensione di vecchiaia ma la pensione di vecchiaia unificata (65 anni d’età, 30 di contributi);
– veniamo all’età pensionabile: dal 1 gennaio 2014 sarà aumentata fino a raggiungere i 66 anni d’età e 35 di contributi. Se si ha il requisito dell’anzianità contributiva minima si può anticipare il pensionamento a 63 anni ma si va a percepire un importo più basso.
In ogni caso: a 70 anni tutti possono andare in pensione, indipendentemente dall’anzianità contributiva minima, e la pensione erogata non potrà comunque essere inferiore a 10.423,00 euro.

E per i Geometri, cosa cambia, sempre dal primo gennaio 2013?
– l’aliquota soggettiva passerà dall’11,5% del 2013 al 15% nel 2017;
– quella integrativa salirà dal 4 al 5% a partire dal 2015;
– l’età pensionabile aumenta di 6 mesi ogni anno dal 2014 al 2019, per arrivare alla fine a 70 anni;
– si passa da 65 a 67 anni per accedere al trattamento di vecchiaia con calcolo misto (retributivo/contributivo).

Fonte: Ediltecnico.it

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