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Revisione del Codice Ambientale

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E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 1 agosto scorso un provvedimento che prevede la riapertura dei termini per revisioni ed integrazioni del codice ambientale (Dlgs 152/2006).

Son diverse le ragioni che spingono ad apportare ulteriori modifiche e revisioni del testo unico. Tra queste vi è la necessità di un adeguamento per il contrasto dei fenomeni emergenziali in alcune regioni, e di riordinare l’impianto sanzionatorio e della tutela risarcitoria per il danno ambientale.

C’è poi una esigenza di adeguamento della nostra legislazione a due nuove direttive comunitarie. La prima, adottate, il 21 maggio 2008, istituisce un elenco minimo di reati ambientali gravi che dovranno essere considerati penalmente rilevanti in tutta l’Unione europea qualora siano commessi intenzionalmente o per grave negligenza. L’altra del 17 giugno 2008 ha modificato la direttiva-quadro sui rifiuti. Lo schema di disegno di legge prevede che vi sia tempo per l’adozione dei nuovi decreti legislativi correttivi sino al 30 giugno 2010.
 
“Si pone – spiega il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo – una esigenza di riordino, razionalizzazione e snellimento delle normative in materia ambientale che si sono sovrapposte negli anni creando situazioni frammentate e a volte contraddittorie. C’è poi la necessità di operare un riallineamento alle normative europee per sintonizzare il nostro quadro legislativo a due nuove direttive, una sui reati ambientali gravi e l’altra sui rifiuti emesse negli ultimi mesi”.
 
Sono due, in particolare, i disegni di legge, che andranno sottoposti al parere della Conferenza unificata. Il primo riguarda il conferimento al Governo di una delega a riordinare, coordinare ed integrare la legislazione esistente in materia ambientale, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti e dei siti contaminati, alla tutela delle acque dall’inquinamento e gestione delle risorse idriche, alla difesa del suolo, alla tutela dell’aria, alle procedure di valutazione d’impatto ambientale, anche strategica, e di autorizzazione ambientale integrata, alla tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente.
 
Il secondo disegno di legge riguarda invece un più incisivo contrasto alle massicce violazioni della normativa in materia di rifiuti che ha comportato gravi rischi di danno ambientale e compromissione dell’ecosistema  e prevede tra l’altro che, dove sussista un sospetto fondato di contaminazione, la provincia disponga l’accesso al sito anche senza il consenso del proprietario per il prosieguo delle necessarie operazioni di verifica.

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