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Sardegna: Oristano e l’esigenza di un Piano urbanistico

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Messa in primo piano dall’assessore Sanna, durante un confronto tra tecnici e amministratori locali, la necessità per il capoluogo di dotarsi di uno strumento in sintonia con il Piano paesaggistico, fuori dalle lotte meramente politiche, per superare la paralisi nell’edilizia e sfruttare le opportunità per evitare lo spopolamento.

Dopo ben otto mesi di silenzio, ad Oristano si è parlato nuovamente di Piano urbanistico. All’incontro ha partecipato l’assessore regionale dell’Urbanistica, Gian Valerio Sanna. In una assemblea pubblica si sono confrontati tecnici e amministratori locali.

Per l’assessore Sanna, lo strumento urbanistico del capoluogo sta diventando un caso patologico. "Quello in vigore non è mai stato inviato alla Regione e, per i contrasti palesi con il Piano paesaggistico, non può essere tecnicamente neppure adeguato", ha sottolineato.

L’unica alternativa, sollecitata peraltro da più parti anche nel corso dell’assemblea, è la sua revoca. "Gli effetti prodotti dal Puc sono penalizzanti per la città, a causa dei vincoli che hanno provocato una paralisi edilizia senza precedenti – ha spiegato Sanna -. A questi effetti si sommano contestualmente anche le norme di tutela imposte dal Piano paesaggistico. Se si vuole sbloccare la città, occorre revocare l’attuale strumento urbanistico".

"La precedente amministrazione Barberio e quella attuale di Nonnis, oltre alle parole, non hanno mai avviato alcuna procedura come previsto dalle attuali normative urbanistiche – ha poi ricordato Gian Valerio Sanna –. Ci sono altri Comuni, come Sassari per esempio, che in otto mesi hanno predisposto il Puc. Si è perso tempo su mere questioni che non producono effetti, perciò mi chiedo se questa amministrazione voglia veramente dare risposte ai propri cittadini. Si vuole veramente proporre uno strumento senza vincoli? È capace, questa Giunta comunale, di revocare il Puc?".

"Evidentemente le proposte di collaborazione offerte dalla Regione non vengono recepite dall’amministrazione comunale di Oristano – ha detto ancora Sanna -. Si sta giocando una partita a braccio di ferro solo per motivi politici. Ma, di questo passo, la Regione dovrà alla fine prendere l’iniziativa di sostituirsi al Comune inadempiente".

L’esponente della Giunta regionale non solo ha messo in evidenza i problemi urbanistici della città, ma ha anche suggerito una serie di interventi finalizzati a dare un impulso strategico alla città. Analisi dettata dall’andamento demografico in continuo calo, dai prezzi elevati delle aree edificabili, favoriti dalla speculazione che hanno accentuato lo spopolamento di Oristano e favorito l’emigrazione nei centri dell’hinterland.

"Prima di tutto occorre una verifica dello stato del centro storico. Poi bisogna ultimare le zone di completamento e riqualificare le frazioni e le borgate – ha suggerito Gian Valerio Sanna -. Quindi è indispensabile avviare un dialogo costruttivo e di confronto con i sindaci dei Comuni vicini. Ma, per favorire un serio processo di insediamento nel capoluogo oristanese, è prioritario ridare fiato anche all’edilizia economica popolare".

"Da troppi anni su questo versante non vengono avviate iniziative. Il Comune deve promuovere un dialogo con i proprietari delle aree vincolate: sarebbe sufficiente sbloccarle in cambio della cessione di una quota dei terreni da destinare all’edilizia economica residenziale.

Sanna ha infine ricordato che "al tavolo tecnico regionale abbiamo dato il via libera a tre progetti turistico-alberghieri, a Torregrande e Donigala. Il Comune deve soltanto approvare una variante urbanistica, mentre la Regione si impegna a dare il nulla osta in tempi rapidissimi".

fonte: www.regione.sardegna.it

 

 

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