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Torino-Lione: a rischio i contributi UE

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Ad affermarlo è la Corte dei Conti, nella sua indagine sullo stato di realizzazione del corridoio V Lione-Kiev pubblicata il 29 ottobre scorso.

I giudici contabili hanno sottolineato che le modifiche del tracciato necessarie per superare l`opposizione della comunita` locali hanno portato il costo stimato per la realizzazione del tunnel internazionale da 4385 milioni a 9241 milioni, tenendo conto anche dell`adeguamento all`inflazione. 

L`indagine si basa su documenti ufficiali forniti dalla direzione generale per la programmazione del ministero delle Infrastrutture e da Rete Ferroviaria Italiana. Nella relazione del consigliere Tommaso D`Ambrosio si da` quasi per certo il via libera di Bruxelles alla richiesta italiana e francese di ottenere un finanziamento complessivo di 671,8 milioni ma si sottolineano i ritardi accumulati.

I giudici della Corte dei Conti hanno dato credito alle preoccupazioni della direzione generale del Ministero delle Infrastrutture che «prospetta elementi di problematicita` in ordine all`effettiva possibilita` che l`importo del cofinanziamento venga confermato per l`intero periodo di programmazione».

I fondi dell`Ue, infatti, vengono assegnati in base ad un calendario di lavori che va dal 2007 al 2013 e le erogazioni successive alla prima sono soggette ad una verifica sulla stato di avanzamento del programma. Secondo i magistrati, però, e` difficile che i lavori possano partire entro la fine del 2013, «condizione quest`ultima per fruire a pieno del contributo finanziario».

Tutto nasce dal fatto che «il cronoprogramma sconta un ritardo di un anno circa» e cosi` la definizione del tracciato nazionale si dovrebbe protrarre a tutto il 2008.

Entro la fine dell`anno termineranno i lavori dell`Osservatorio e solo a gennaio dovrebbe partire la progettazione anche se non e` scontato il si` dei sindaci della Bassa Valsusa e non si deve dimenticare l`opposizione dei Comitati che torneranno in piazza il 6 dicembre a Susa. 

Per la Corte dei Conti e` chiaro che il mancato rispetto di quella condizione «comporterebbe una consistente riduzione del contributo comunitario stimabile in circa 240 milioni».

A ciò si aggiunge «l`aggravio economico dovuto ai ritardi e al dilatarsi dei tempi» che si e` prodotto per la decisa opposizione delle comunita` locali al progetto originario.
Da qui l`invito a «tutti i responsabili alla massima accelerazione» anche per «scongiurare un`eventuale forte riduzione del contributo comunitario».

Infine la Corte dei Conti raccomanda, per contenere i costi di costruzione (la tratta ad alta velocita` Novara-Milano arrivera` a 70 milioni di euro a chilometro), di «favorire nella misura massima possibile l`affidamento dei lavori» mediante gara internazionale.

Comunicato della Corte dei Conti

Fonti: www.ance.it e La Stampa

 

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