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Toscana: energia e ambiente

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Piano energetico 2007-2010
Via libera del Consiglio regionale al Piano di indirizzo energetico regionale (Pier) 2007–2010, che contiene previsioni fino al 2020 e delinea le scelte della Toscana verso un futuro energetico libero dal nucleare e meno dipendente dal petrolio, più attento all’efficienza, in grado di ridurre i consumi, le emissioni di gas serra in atmosfera e soprattutto di accrescere fino al 50% la produzione di energia elettrica da rinnovabili. Se il Pier verrà interamente realizzato, nel 2020 saranno stati investiti 2,4 miliardi di euro, dal pubblico e dai privati, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica.

«E’ un passo in avanti che porta la Toscana ai livelli europei», spiega il presidente della Regione, Claudio Martini commentandone l’approvazione da parte del Consiglio. «Per farlo – prosegue il presidente – puntiamo su un fortissimo sviluppo delle rinnovabili. Quindi sulla riduzione delle emissioni, che entro il 2020 vogliamo abbatere del 20%. Considerando il costo di un tonnellata di anidride carbonica potremo risparmiare non soltanto l’ambiente, migliorando la qualità dell’aria, ma anche una cifra compresa tra i 70 e i 200 milioni di euro. Lo sviluppo della Toscana deve fondarsi sulla qualità, anche sul fronte energetico. Da qui la scelta del forte impulso alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in modo da favorire anche la crescita di una vera e propria industria delle rinnovabili. Lo faremo attraverso incentivi e finanziamenti a settori innovativi come l’idrogeno e il fotovoltaico».

Tra le novità del Pier figurano il ricorso all’eolico off shore (la cui competenza è del Ministero dei trasporti) con grandi parchi al largo delle coste e la possibilità di redigere un Piano regolatore dell’eolico marino, la creazione di sportelli unici per l’energia e un monitoraggio semestrale degli effetti attesi e dei progressi energetici registrati nei vari settori.

«Puntiamo molto – aggiunge l’assessore regionale all’energia, Anna Rita Bramerini – sulla creazione di una cultura del risparmio e dell’efficienza. Per questo, come richiesto dal Parlamento degli studenti, verrà scelta una scuola campione in ogni provincia per un suo adeguamento ecosostenibile. Sarà di esempio per le giovani generazioni e per tutto il comparto pubblico, due ambiti dai quali ci aspettiamo molto in direzione di una Toscana più sostenibile. L’obiettivo della riduzione dei consumi è il più strategico e può permetterci di cogliere anche gli altri due, di respiro europeo: la riduzione dei gas serra e lo sviluppo delle rinnovabili. Presto adegueremo la legge regionale in materia di energie ai nuovi indirizzi previsti dalla Finanziaria».

Il Pier, le cui indicazioni saranno recepite dal Piano territoriale di indirizzo (PIT), prevede di arrivare nel 2020 ad una riduzione dei consumi dell’8% (mentre il restante 12% dovrà venire dall’attuazione di altre iniziative nazionali, soprattutto nel settore trasporti) e ad un aumento del 20% (con un +39% di elettrica e un +10% di termica) dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. La rete di distribuzione del gas dovrà essere potenziata, così da accogliere fino a 10 miliardi di metri cubi di metano, considerato il traghettatore dal petrolio alle rinnovabili. La principale risorsa di cui dispone la Toscana è il risparmio e i settori maggiormente interessati dalle azioni del Piano sono il residenziale, l’industria, i trasporti (ciascuno chiamato a risparmiare 500.000 tonnellate equivalenti di petrolio l’anno) e il terziario, con in testa l’illuminazione e il riscaldamento e condizionamento degli edifici.
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Consulta del mare
Per la Consulta della Toscana del mare è l’ora dell’operatività. Dopo la sigla da parte di Anci e Upi del protocollo d’intesa che definisce le modalità di funzionamento, si può iniziare ad attuare le linee d’intervento previste dalla Regione per il mare.

«Abbiamo costruito un organismo consultivo, ma forte e autorevole – sostiene l’assessore alle politiche del mare Giuseppe Bertolucci – che garantirà il raccordo tra la Regione e le istituzioni locali per coordinare le politiche marittime, verificarne la realizzazione e avviare lo sviluppo di progetti sperimentali».

La Consulta avrà sede a rotazione triennale presso una delle cinque Province costiere: la prima sarà Livorno, che svolgerà anche le funzioni di segreteria. Tra i compiti ci sarà quello di contribuire alla stesura dell’Agenda annuale del mare. «Si tratta – sottolinea Bertolucci – di un importante strumento di lavoro che costituirà l’aggiornamento annuale del documento triennale sulle politiche integrate per il mare. Un vero e proprio portolano che consentirà di misurare e verificare gi esiti più significativi del lavoro fatto e prevedere le azioni più rilevanti da realizzare».

Il progetto politico-amministrativo si muove intorno ai tre assi della valorizzazione della competitività dell’economia del mare, della tutela dell’ecosistema marino e della promozione della qualità della vita nelle aree della costa e delle isole, attraverso una forte attenzione all’ambiente, al potenziamento dei trasporti e la qualificazione dei servizi.

Fonte: www.regione.toscana.it

 

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