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Toscana vs legge 99/2009 per nucleare e case mobili

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No alle ‘case mobili’ permanenti senza permessi urbanistici
Dalla Toscana giunge ancora un “no” ad una trasformazione del territorio incontrollata e senza pianificazione.

La giunta regionale ha deciso nell’ultima seduta di presentare ricorso alla Consulta contro la legge n. 99 del 2009, laddove stabilisce che i mezzi mobili nelle strutture turistico ricettive regolarmente autorizzate rientrano nell’ordinaria gestione del campeggio stesso e non richiedono uno specifico titolo abilitativo.

«La possibilità che i mezzi mobili di pernottamento siano collocati permanentemente sul territorio, senza obbligo di permessi urbanistici, edilizi e paesaggistici, – osserva l’assessore regionale all’urbanistica e territorio, Riccardo Conti – contraddice palesemente la legge regional e 1/2005 e potrebbe dare il via ad una pericolosa trasformazione del territorio.

Oggi, la disciplina regionale sul turismo prevede la possibilitàdi installare nei campeggi strutture temporaneamente ancorate al suolo in una quantità massima che dipende dal numero complessivo delle piazzole.

Ma – prosegue l’assessore -, se il Comune non ha stabilito regole specifiche, per quanto riguarda la tipologia e le caratteristiche delle strutture, esse devono necessariamente essere opere rimovibili, allacciate agli impianti a rete con attacchi smontabili e non realizzate con materiali edili».

Questo è, in sintesi, anche quanto evidenzia il ricorso presentato dalla Toscana al Governo in merito alla legge 23 luglio 2009, n. 99 (in G.U. n. 176 del 31 luglio 2009 – Suppl. ord. N. 136), recante “Disposizioni per lo Sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”.

La Regione Toscana obietta, inf atti, quanto riportato all’articolo 3, comma 9 della legge in esame, secondo cui installazioni e i rimessaggi dei mezzi mobili di pernottamento, anche se permanenti nelle strutture ricettive, non sono in alcun caso attività rilevanti ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici, e quindi non sottoposti a permessi di istallazione.

Questo, osserva il Governo, al fine di garantire migliori condizioni di competitività sul mercato internazionale e dell’offerta di servizi turistici, nelle strutture turistico-ricettive all’aperto.

La norma in esame incide sulle competenze regionali in materia di governo del territorio e non risponde a quanto stabilito dalla Legge 1/2005, secondo cui è considerata trasformazione urbanistica ed edilizia, e come tale soggetta a permesso di costruire, l’installazione di manufatti, anche prefabbricati e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizza ti come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, quali esplicitamente risultino in base alle vigenti disposizioni.
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Nucleare, la Toscana ricorre al Corte Costituzionale
La Toscana non accetta che il Governo possa decidere da solo dove collocare nuovi impianti nucleari nel caso in cui non si raggiunga un’intesa con gli enti locali.

La legge 99/2009 (‘Disposizioni per lo Sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia’) dà all’Esecutivo questa possibilità, ma Toscana, Piemonte e Liguria hanno scelto di presentare ricorso alla Corte Costituzionale partendo dal presupposto che l’energia secondo la Costituzione italiana è materia concorrente, dunque coinvolge anche le competenze regionali, e che per questo l’intesa con le Regioni è imprescindibile.

«Questo ricorso si è reso necessario – spiega l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini – perché la legge viola la Costituzione. Non è accettabile che, in assenza di un’intesa con la Regione, il Governo preceda a prescindere violando, così, le competenze regionali.

Siamo davanti ad una legge che non solo va contro le scelte energetiche fatte dalla Toscana, che nel suo Piano energetico regionale ha ribadito il no al nucleare e il suo impegno per diffondere il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, ma che è apertamente anticostituzionale».

L’articolo 25 della legge 99/2009 prevede che la costruzione di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per la messa in sicurezza di rifiuti radioattivi e tutte le opere connesse siano soggetti ad un’autorizzazione unica rilasciata dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e con il Ministro delle infrastrutture e trasporti, in intesa solo con la Conferenza unificata.

Gli enti locali sono chiamati a dare pareri al termine di un procedimento al quale partecipano le Amministrazioni interessate, ma non sono previste intese vincolanti tra livello centrale e territorio. E’ inoltre previsto che il Governo possa sostituirsi a Regione ed enti locali in caso di loro disaccordo sulla localizzazione scelta per gli impianti.

Fonte: www.regione.toscana.it

 

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