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Urbanistica, per una nuova strada i vicini impugnano il provvedimento

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La recente sentenza n. 1982 del 26 luglio 2011 del T.A.R. Lombardia si è espressa in tema di interessi coinvolti da un nuovo tracciato stradale.

I giudici del T.A.R. hanno ritenuto che, nell’ambito del complesso processo di approvazione del tracciato di una nuova strada destinata a creare un significativo incremento del traffico veicolare potenzialmente idoneo ad incidere in senso pregiudizievole sui terreni agricoli immediatamente limitrofi sussiste, anche sulla base del criterio della “vicinitas”, la legittimazione ad agire dei singoli a tutela di interessi incisi da atti e comportamenti dell’amministrazione che li ledono direttamente e personalmente.

Nella fattispecie i ricorrenti lamentavano il concreto pregiudizio che il consistente incremento del traffico sulle vie in prossimità delle quali risiedono causerebbe alla loro salute, alla loro incolumità ed in generale alle loro condizioni di vita.

Appare inoltre evidente l’incidenza delle misure con primari diritti dei medesimi, anche di ordine costituzionale, quali quello alla salute, e la conseguente sussistenza di legittimazione ed interesse a ricorrere.

Le modifiche alla viabilità comportanti incremento di traffico e, dunque, di emissioni inquinanti e rumorose ed influenti, per tali motivi, sulla salute, sull’incolumità e sui comportamenti di vita dei soggetti incisi devono essere precedute da studi specifici o da altre verifiche istruttorie che diano conto della concreta situazione e delle ragioni di interesse pubblico per le quali solo la soluzione poi adottata, e non altre alternative, sarebbe stata quella rispondente alle esigenze da soddisfare, pur comportando le conseguenze deleterie alla stessa connesse.

La sentenza, però, non giunge a ritenere illegittime le mancate consultazioni dei soggetti interessati nella fase di ponderazione degli interessi precedente all’adozione delle autorizzazioni al nuovo tracciato.

Articolo tratto da Ambiente news a cura di P. Costantino e P. De Maria, tratto da L’Ufficio Tecnico 9/2011

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